“Insulti, botte e sigarette spente sulle gambe”: madre arrestata per torture sui quattro figli
Una donna di 38 anni residente in provincia di Bergamo si trova in carcere dal 17 aprile con l’accusa di aver maltrattato e torturato per anni i suoi quattro figli minorenni. Una vicenda, come riporta il Corriere della Sera, che ha portato il gip di Bergamo Riccardo Moreschi a confermare la custodia cautelare in carcere dopo l’interrogatorio di garanzia. Secondo le indagini coordinate dalla procuratrice Annaelena Mencarelli e condotte dai carabinieri, i bambini sarebbero stati sottoposti non soltanto a punizioni e percosse, ma a un sistematico percorso di umiliazione e sopraffazione. Nell’ordinanza si parla di comportamenti finalizzati ad “annichilire lo spirito” dei figli, vittime di vessazioni quotidiane indipendentemente dalla loro condotta.
La vicenda era emersa per la prima volta nel 2019, quando il padre della donna aveva segnalato alle autorità presunte condizioni di trascuratezza nei confronti dei due figli gemelli. Il fascicolo era stato però archiviato dal Tribunale per i minorenni di Brescia nell’agosto del 2020. L’inchiesta è stata riaperta lo scorso novembre dopo una relazione consegnata ai carabinieri dal dirigente scolastico frequentato dai bambini, contenente le confidenze raccolte da un’educatrice. Nei giorni scorsi, in incidente probatorio, è stata affidata a due psicologhe una perizia per valutare la capacità testimoniale dei minori. I racconti raccolti dagli investigatori delineano un quadro particolarmente grave.
Uno dei gemelli, oggi dodicenne, ha riferito che la madre lo avrebbe insultato e picchiato continuamente, vietandogli perfino di ridere perché “non meritava di essere felice”. Ha raccontato inoltre di essere stato costretto a dormire nella doccia, mandato a scuola in pigiama o con scarpe femminili per essere umiliato e di essere stato legato a una sedia insieme ai fratelli prima di essere percosso. Tra gli episodi più inquietanti, il ragazzo ha riferito che la madre gli avrebbe spento sigarette sulle gambe.
Lo stesso minore ha ricordato anche un episodio avvenuto nel marzo 2025, quando avrebbe riportato ustioni al volto. La sorella maggiore, oggi tredicenne, ha raccontato agli inquirenti che il fratello stava soffiando sulla minestra perché troppo calda e che la madre, sostenendo il contrario, gli avrebbe afferrato la testa spingendogliela nel piatto. Il giorno successivo, a scuola, il ragazzino avrebbe giustificato le ustioni dicendo di essersi scottato al sole. La ragazza ha inoltre riferito che la madre avrebbe colpito tutti e quattro i figli con il bastone della polenta e con il manico di una scopa, ripetendo ai gemelli che non li voleva.
Anche il più piccolo dei fratelli, oggi decenne, ha raccontato episodi di violenza. In un caso, secondo la sua testimonianza, la madre gli avrebbe lanciato un coltello, ferendolo a una mano; in un’altra occasione glielo avrebbe puntato contro per una gruccia lasciata fuori posto. Il secondo gemello non è stato ancora ascoltato nell’ambito dell’incidente probatorio. Dal luglio 2025 si trova infatti in una comunità terapeutica a causa di gravi difficoltà nella gestione delle emozioni. Gli altri tre fratelli sono ospitati in strutture differenti e sono assistiti da una curatrice speciale nominata dal tribunale.
Alla donna vengono contestati i maltrattamenti aggravati nei confronti della figlia maggiore e del figlio più piccolo, condotte che sarebbero andate avanti dal 2016 fino all’arresto, oltre al reato di tortura.Durante l’interrogatorio di garanzia, assistita dall’avvocato d’ufficio Manuel Ghezzi, la 38enne ha respinto ogni addebito, definendo le accuse “fantasie” e sostenendo che i gemelli avessero già formulato in passato racconti analoghi. Una versione che non ha convinto il giudice. Nell’ordinanza il gip evidenzia infatti come alle dichiarazioni dei gemelli si siano aggiunte quelle degli altri due fratelli, ritenute “perfettamente convergenti” e supportate dalle fotografie delle lesioni riportate dai minori. Per questo il giudice ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere, respingendo la richiesta della difesa di attenuarla. Secondo quanto emerso finora, la donna ha escluso di avere problemi di dipendenza e non sarebbero stati rilevati disturbi psichiatrici. Al momento la difesa non avrebbe chiesto accertamenti specialistici in tal senso.
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