Johnson&Johnson pagherà 5,5 miliardi di dollari per chiudere le cause sul talco cancerogeno
La multinazionale Johnson&Johnson pagherà 5,5 miliardi di dollari per chiudere decine di migliaia di cause legali secondo cui i suoi prodotti a base di talco hanno causato il cancro alle ovaie. Sarebbe la conclusione di una lunga storia: da un decennio l’azienda è coinvolta in una battaglia legale, che con l’accordo proposto potrebbe finalmente concludersi. L’intesa copre circa 76mila cause legate al talco, comprese quelle presso un tribunale federale del New Jersey e quelle presso i tribunali statali.
L’azienda aveva già affrontato diversi procedimenti legali, la maggior parte già chiusi con un accordo, con l’accusa che il suo talco contenesse amianto, responsabile del cancro in migliaia di clienti. La più celebre fu quella di Mae Moore, la donna morta nel 2021 a 88 anni dopo aver sviluppato un mesotelioma dopo anni di utilizzo di un talco di Johnson&Johnson, la cui famiglia fu risarcita con 966 milioni di dollari.
Resta ancora aperto un contenzioso nel Regno Unito per accuse simili presentato nel 2025 da uno studio legale che rappresenta circa 3.000 querelanti, che affermano che loro stessi o un membro della loro famiglia hanno sviluppato forme di cancro ovarico o mesotelioma dopo aver utilizzato il talco per bambini della J&J, la cui richiesta di risarcimento “è stimata in oltre 1 miliardo di sterline”, pari a 1,3 miliardi di dollari.
L’azienda, dal canto suo, ha sempre negato che i suoi prodotti siano cancerogeni: il vicepresidente ha affermato che le accuse “sono prive di fondamento scientifico” e che questa risoluzione “consente all’azienda di lasciarsi alle spalle questa vicenda e di rimanere concentrata sulla sua missione di sviluppare farmaci e dispositivi che salvano vite umane“. Eppure, il borotalco per bambini a base di talco non è più in vendita negli Stati Uniti e in Canada dal 2020.
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