La casa natale di Hitler diventa un commissariato: sul marciapiede la scritta “Mai più fascismo”. I resti dei lavori triturati e smaltiti
La casa natale di Adolf Hitler a Braunau am Inn, in Austria, è stata trasformata in un commissariato di polizia. Lo scopo? Rendere meno attrattivo l’edificio come luogo di ritrovo per neonazisti. Anche i materiali di risulta dei lavori, per evitare che potessero finire nelle mani di collezionisti di cimeli nazisti, sono stati triturati e smaltiti in un luogo non reso noto.
L’edificio è stato inaugurato oggi, mercoledì 22 luglio, dopo decenni di polemiche e un’ampia ristrutturazione costata all’Austria 20 milioni di euro. Si trova in una via commerciale del centro storico di Braunau, al confine con la Germania, ed era di proprietà dello Stato dal 2017. Una commissione di esperti ne aveva escluso la demolizione, preferendo alterarne radicalmente l’aspetto architettonico. L’intervento di ristrutturazione è stato affidato a uno studio di architettura austriaco e avviato nel 2023. Oggi, a tre anni dall’inizio dei lavori, è quasi totalmente irriconoscibile rispetto all’epoca in cui vi nacque Hitler.
Tra gli interventi principali che sono stati effettuati il rialzo dell’edificio e la sostituzione dell’intonaco giallo con una sobria facciata bianca. Ora sopra l’ingresso campeggia il logo della polizia, mentre sul marciapiede resta una pietra commemorativa con la scritta: “Per la pace, la libertà e la democrazia. Mai più fascismo. Milioni di morti ce lo ricordano”.
“D’ora in poi questa casa diventerà un luogo della democrazia e dello Stato di diritto”, ha affermato il ministro dell’Interno austriaco Gerhard Karner. “Ma la memoria non scompare, nulla viene nascosto”, ha aggiunto. Durante la cerimonia di inaugurazione, è intervenuto anche il sindaco della cittadina Johannes Waidbacher: “Non esiste una soluzione che possa ottenere il consenso del 100%”, ha affermato, facendo riferimento ai lunghi anni di dibattito che hanno preceduto la decisione sul futuro dell’immobile. Alla cerimonia hanno partecipato un centinaio di persone, tra cui una trentina di agenti in uniforme schierati davanti all’edificio.
La nuova stazione ospiterà circa 50 agenti di polizia e sarà utilizzata anche come centro di formazione, sperando così di chiudere una vicenda lunga e delicata per un Paese spesso criticato di aver impiegato troppo tempo a riconoscere le proprie responsabilità nella Shoah, durante la quale circa 65mila ebrei austriaci furono uccisi e altri 130mila costretti all’esilio.
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