La “feccia” eletta a orgoglio nazionale, il capolavoro di Vannacci | il commento

È la feccia il capitale umano di Roberto Vannacci. Per feccia, capofila delle parole d’ordine del nuovo vocabolario del militare d’avventura oggi politico in carriera, non si intenda soltanto il popolo dei diseredati, gli abitanti delle periferie, i senza diritti. La feccia, nella gestione narrativa di Vannacci, è anche costituita da coloro che hanno visto il carcere, coloro che altrove si vedrebbero condannati alla panchina e con lui invece felicemente promossi e messi in campo.

La rincorsa del centrodestra per non fare entrare in cella Mario Roggero, intimando al presidente della Repubblica di concedergli la grazia, sarà moneta sonante per Vannacci. Il gioielliere che ha voluto giustiziare i rapinatori del proprio negozio inseguendoli in strada, condannato perché la legittima difesa si è trasformata in un omicidio volontario, è il prototipo del campione di quel mondo sottosopra di cui il generale è il teorico supremo. Il generale raccoglierà gli sforzi degli ex compagni di strada, utilizzerà il fatturato politico della campagna della grazia a proprio piacimento senza dividere con nessuno il bottino. La campagna per la grazia frutterà altri voti infatti e non per Salvini e soci.

Del resto Fratelli d’Italia, il partito che più ha da perdere, insieme alla Lega, dall’avanzata di Futuro nazionale, sta vivendo nel panico e corre ovunque ci sia l’ombra del generalissimo. Per esempio a Latina un suo acchiappavoti, il consigliere regionale Enrico Tiero, sette mesi agli arresti domiciliari perché accusato di aver intascato tangenti (corruzione traffico di influenze i reati contestati) è stato festeggiato per la sua liberazione in un cinema cittadino gremito presenti i big locali di Fratelli d’Italia. Tutti da Tiero, detto Fratone, giacché lui non solo è un grande conquistatore di preferenze ma anche l’uomo in predicato di passare con Vannacci che lo potrebbe nominare podestà dell’Agro pontino.

La feccia, nel senso tattico del termine, è dunque il genius loci dell’uomo che porta la destra ancora più a destra. Feccia è il ponte che personaggi dal passato ambiguo, che hanno conosciuto la cella come Gianni Alemanno, l’ex sindaco di Roma, o sotto processo come il deputato Domenico Furgiuele (turbativa d’asta) possono avere col futuro.

Vannacci adesso appare come la candeggina: pulisce lo sporco da ogni dove e promuove, nel candore del super bianco, figuri che in assenza avrebbero disponibili ben altre dimore. Questo il capolavoro: la feccia eletta ad orgoglio nazionale.

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