La Regione Piemonte spende denaro pubblico per mitigare i disagi del cantiere del nuovo resort extralusso

Un contributo pubblico da 2,5 milioni per “garantire la continuità dell’offerta sciistica del territorio durante la fase di sviluppo del nuovo polo turistico”, ovvero un resort extralusso da 1000 posti letto e 135 milioni di investimento privato. È l’impegno preso dalla Regione Piemonte che emerge da un emendamento inserito nel disegno di legge sull’assestamento del bilancio di previsione 2026-2028, il provvedimento che serve ad aggiustare le previsioni di spesa in vista della “manovra” vera e propria. Il resort di lusso porterà il marchio Club Med e sorgerà a San Sicario, frazione del comune di Cesana Torinese, già teatro delle Olimpiadi invernali 2006 e tristemente nota per la pista da bob costata 110 milioni di euro e poi abbandonata, oggi in via di demolizione. Il cantiere è attivo da poche settimane e, da programma, la struttura dovrebbe essere inaugurata a dicembre 2028: avrà due ristoranti, una spa, un’area “balneoterapia” con piscine indoor e outdoor, con l’obiettivo dichiarato di intercettare famiglie e appassionati di sci soprattutto stranieri e “altospendenti”.

La giunta Cirio si aspetta 500 nuovi posti di lavoro e “oltre mille turisti in più” a settimana. Il contributo regionale dovrebbe servire a realizzare le “opere di accompagnamento necessarie alla piena integrazione del nuovo insediamento turistico con il comprensorio sciistico”, ma anche a “scongiurare criticità connesse ai lavori di realizzazione del nuovo villaggio”. Oggi infatti gli utenti possono sciare su entrambi i versanti del comprensorio italo-francese spostandosi “sci ai piedi” tra 8 località diverse, per un totale di 400 km di piste. A giugno però il collegamento tra la stazione di arrivo della cabinovia di Cesana e la partenza della seggiovia Ski lodge-Sellette (San Sicario) è stato interrotto dalle ruspe: proprio quel tracciato infatti sarà la via di accesso al nuovo villaggio turistico e, senza opere aggiuntive, il prossimo inverno si rischia “la chiusura di metà del comprensorio di Cesana/Sansicario, con un conseguente e pericoloso sovraccarico della restante area, che non sarebbe in grado di smaltire in sicurezza i flussi di utenti”.

In altre parole, verrà usato denaro pubblico per mitigare i disagi causati da un cantiere privato che darà vita a un nuovo resort da 270 euro a notte. I 2,5 milioni pubblici perciò serviranno, fra l’altro, a realizzare un “tappeto per sciatori” e un nuovo tracciato di raccordo. In tutto sono 8 le nuove opere pensate in tandem con il maxi albergo ma finanziate con soldi pubblici, che vanno dal potenziamento degli impianti di risalita ai sistemi di innevamento programmato, oltre a un nuovo impianto per il distacco programmato delle valanghe. Ma non si poteva individuare un’area alternativa per il resort? “L’area era l’unica disponibile, anche perché la policy del Club Med prevede che il cliente entri ed esca dall’albergo con gli sci ai piedi, perciò le strutture devono proprio essere attaccate alla pista da sci”, spiega il presidente dell’Unione Montana Via Lattea, Mauro Meneguzzi. Da qui il progetto di una nuova pista che bypassi il cantiere, primo di una lunga lista di desiderata recepiti in una convenzione tra la società che gestisce le piste, Sestrieres spa, la Regione e i Comuni montani coinvolti.

Il commento più duro è arrivato da Avs: “Le persone chiedono servizi? Loro danno vacanze di lusso (a chi se le può permettere)”, si legge in un post della consigliera regionale Alice Ravinale con un’immagine che evoca i cinepanettoni. Nel testo si segnalano tutte le poste del bilancio regionale a cui sono stati destinati zero o pochi spicci. “Le associazioni culturali non hanno ricevuto i contributi a cui avevano diritto per mancanza di risorse. Migliaia di case popolari restano vuote perché non ci sono soldi per pagare le manutenzioni. Ma nella vita – e nel Piemonte di Cirio – esistono priorità irrinunciabili: in un bilancio che piange, hanno trovato 2,5 milioni di euro per il Club Med di San Sicario”, si legge.

L’assessore alla Montagna Marco Gallo, interpellato da Ilfattoquotidiano.it, rivendica la scelta. “I 2,5 milioni di euro non costituiscono un contributo al Club Med, ma finanziano la realizzazione di un’infrastruttura pubblica destinata a garantire la continuità e la piena fruibilità del comprensorio della Vialattea che rappresenta una delle eccellenze turistiche del Piemonte. Si tratta di un’opera che resterà patrimonio pubblico e sarà a beneficio del territorio, dei residenti, delle imprese, dei lavoratori e di tutti i fruitori del comprensorio. Il ruolo della Regione è realizzare infrastrutture che rispondano a un interesse pubblico e contribuire a rafforzare la competitività dei territori montani”, fa sapere in una risposta scritta. Ma la vicenda del resort ha a che fare anche con il futuro dell’industria dello sci in tempi di cambiamento climatico. A giudicare dall’emendamento, la priorità, almeno in Piemonte, restano gli skipass venduti. “Nel 2025 il Piemonte ha superato 6,7 milioni di arrivi e 18,1 milioni di presenze turistiche, con una crescita superiore al 7% rispetto all’anno precedente, e la montagna si conferma uno dei principali prodotti turistici regionali”, dichiara l’assessore. “In questo quadro il turismo invernale continua a rappresentare una componente fondamentale dell’economia di molte vallate piemontesi e accompagnarne l’evoluzione significa investire nell’innovazione, nell’efficienza e nella sostenibilità, all’interno di una visione complessiva di sviluppo delle aree montane”.

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