Le mani sul seno e il pupazzo che somigliava ad Andrea: cosa racconta la testimonianza riemersa negli Epstein Files

L’ultima intervista l’ha rilasciata sei mesi fa al The Catholic Heral per parlare del ruolo della fede nel suo percorso di guarigione dopo gli anni bui passati alla corte di Jeffrey Epstein. Il nome di Johanna Sjöberg appare negli Epstein Files pubblicati dal Dipartimento di Giustizia americano lo scorso gennaio; tra gli atti del procedimento per diffamazione contro Ghislaine Maxwell intentato da Virginia Giuffre nel 2001 e pubblicati nel 2015 (il giorno prima che il corpo di Epstein fosse trovato senza vita in carcere a New York) e tra le pagine del libro Nobody’s Girl, sempre di Virginia Giuffre.

Sebbene il suo volto sembri stare molti passi indietro rispetto al clamore generato dagli altri protagonisti di questa vicenda, la testimonianza resa da colei che fu la ex assistente di Epstein ricorda (ai più smemorati) quanto la posizione di Andrea Mountbatten-Windsor fosse già piuttosto compromessa, prima dell’ultimo appello della polizia inglese che chiede a chi sa di parlare. Sull’ex principe oggi pende l’accusa (in senso largo) di abuso d’ufficio. Nel 2001, Johanna Sjöberg chiamò in causa il fratello del sovrano britannico accusandolo di aver abusato di lei, di averle “toccato il seno” mentre si trovavano su un divano con un pupazzo inquietante, a Manhattan, nell’appartamento di Epstein. Nella versione fornita all’epoca agli inquirenti e riportata dalla Bbc, la donna, oggi quarantenne, spiegava: “Ricordo solo che qualcuno propose di scattare una foto e ci disse di andare a sederci sul divano. Così Andrea e Virginia si sedettero sul divano e misero il pupazzo, sulle sue ginocchia. Poi mi sono seduta sulle ginocchia di Andrea, credo di mia spontanea volontà, e loro hanno preso le mani del pupazzo e le hanno posate sul seno di Virginia, mentre Andrew ha messo le sue sulle mie”.

Lo stesso episodio è citato anche nel libro memoir di Virginia Giuffre del 2025, ma quando venne alla luce la prima volta, dieci anni prima, Buckingham Palace si affrettò a smentire ogni accusa, affermando che “qualsiasi insinuazione di comportamenti scorretti nei confronti di minori” da parte del duca di York era “categoricamente falsa”. All’epoca questa risposta era sembrata sufficiente, ma oggi le cose sono molto cambiate e re Carlo III in febbraio ha vergato una dichiarazione di sostegno alle indagini, a carico del fratello, perchè la “giustizia deve fare il suo corso”.
L’episodio del divano, citato all’unisono dalle due vittime di Epstein, recentemente ha ripreso forza anche grazie alla pubblicazione degli Epstein Files che hanno dimostrato, con una foto, che quell’oggetto “di piacere” esisteva veramente.

Nello scatto, quel pupazzo a dimensione umana sta seduto sul divano, mentre fa involontariamente capolino dietro a Ghislaine Maxwell che è in posa. Lei sta in piedi mentre indossa una tuta verde militare e regge con la mano un cartello che “vieta il parcheggio nell’area riservata agli elicotteri” e dietro, il pupazzo che somiglia ad Andrea sta nell’ombra. L’oggetto era arrivato a New York dagli studi televisivi di ITV di Londra, là dove all’epoca veniva trasmesso il programma satirico “Spitting Image”, uno show che prendeva in giro i membri della famiglia reale e personaggi britannici di primo piano. Virginia Giuffre e Johanna Sjöberg si trovavano insieme in quella casa di Manhattan quando il famoso pupazzo di ITV ha fatto la sua apparizione diventando protagonista di una scena di abusi. Virginia ha descritto l’episodio nel libro; questo era il suo secondo incontro con l’allora principe Andrea.

“Maxwell annunciò quindi al principe di avergli comprato un regalo scherzoso, un pupazzo che gli somigliava tantissimo. Ci propose di posare per una foto con il pupazzo. Io e il principe ci siamo seduti uno accanto all’altro sul divano, e Maxwell ha messo il pupazzo sulle mie ginocchia, posizionandogli una mano su uno dei miei seni. Poi ha messo Sjoberg sulle ginocchia del principe, e lui ha messo la mano sul seno di Sjoberg. Il simbolismo era impossibile da ignorare. Io e Johanna eravamo i burattini di Maxwell ed Epstein, e loro tiravano i fili.”

Il primo episodio descritto dalla Giuffre e legato agli abusi di Andrea, detto “il mandrillo”, (Randy Andy), le fruttò 15.000 dollari ed i complimenti di Ghislaine: “Hai fatto un ottimo lavoro. Il principe si è divertito”, la terza volta fu nelle Isole Vergini americane. Virginia è morta togliendosi la vita un anno fa. Sjöberg, sulle pagine del The Catholic Heral dichiara di vivere “tranquillamente” negli Stati Uniti e che “la fede, la famiglia e le amicizie” sono quello che la ha dato forza. “Posso dire con assoluta certezza che è solo grazie alla grazia di Dio che ho trovato una strada diversa – ha aggiunto – ma la grazia permette la guarigione anche quando la giustizia sembra incompleta”. Quella stessa giustizia che, oggi, nei confronti di Andrea sembra aver preso un’altra piega.

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