Legge elettorale, FdI vuole chiudere il caso del caos nel centrodestra: “Nessuna crisi”. Donzelli: “La riforma rimane questa, le preferenze proveremo a reintrodurle”
“Un voto fisiologico di autoconservazione ma poi alla fine si è perso di un voto”. Questa la sintesi trovata da Marcello Gemmato, sottosegretario al Ministero della Saluta in quota Fratelli d’Italia. Gemmato evita accuratamente di parlare dei voti mancanti all’interno del centrodestra e si limita a minimizzare. “Nessuna crisi nella maggioranza”.
Anche Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia e che per il partito guidato da Giorgia Meloni ha seguito il dossier del ‘Melonellum’, non fa drammi. “Giorgia meloni ha detto che alla fine dell’iter alla Camera della legge elettorale ci confronteremo e cercheremo di capire cosa è successo”. Donzelli tiene il punto. “Fratelli d’Italia voleva introdurre le preferenze, c’era la disponibilità degli alleati, non siamo riusciti a farlo e ci chiederemo perché. Ovviamente – annuncia – vedremo se si potrà rimediare in altri passaggi (parlamentari, ndr). Sulle preferenze continueremo a cercare sempre di ottenere il nostro risultato dialogando con chiunque”.
“Noi vogliamo una legge elettorale in cui gli italiani possano scegliere il più possibile perché quando uno va a votare deve sapere cosa vota. Noi vogliamo intanto che scelga la maggioranza che governerà la nazione, vogliamo anche che le future maggioranze indichino prima il candidato alla presidenza del Consiglio che suggeriranno al Presidente della Repubblica e fratelli d’Italia vorrebbe anche che gli italiani scegliessero anche i parlamentari che vanno in Parlamento”.
Su questo ultimo punto obiettiamo che col il sistema delle preferenze precompilate assieme ai capolista bloccati solo circa il 20% del futuro parlamento sarebbe eletto attraverso le preferenze. “Certo, ma le preferenze come le conosciamo nei comuni e nelle Regioni in Italia esistono solo in Italia – replica Donzelli – certamente (l’emendamento di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc, ndr) era una proposta che secondo noi poteva avere possibilità di passare in Parlamento. Purtroppo non è passata, se avessimo proposto le preferenze direttamente come nei comuni non saremmo andati sotto per un voto ma probabilmente saremmo andati sotto per trenta voti”.
Preferenze o non preferenze sul Melonellum non si torna indietro. “La legge rimane questa perché siamo convinti che sia un’ottima legge, con le preferenze cercheremo di migliorarla ulteriormente ma è già una buona legge”.
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