Legge elettorale, Tajani risponde a La Russa sulle preferenze: “Ci suicidiamo? No, siamo vivi e vegeti: la riforma va bene così”

Finita l’audizione in commissione Esteri al Senato, Antonio Tajani si apparta per qualche minuto con la capogruppo di Forza Italia Stefania Craxi, figura molto vicina a Marina Berlusconi che sta guidando la rivolta dei senatori sulla legge elettorale. È la vigilia della riunione del gruppo al Senato sulle preferenze che si annuncia complicata. Così il leader vuole provare a convincere Craxi ad abbassare i toni: “Non esageriamo”, le dice nel faccia a faccia che dura qualche minuto.

Poi, avviandosi verso l’esterno di Palazzo Madama, Tajani parla col Fatto dell’iter della legge elettorale rispondendo al presidente del Senato Ignazio La Russa che domenica ha invitato Forza Italia a votare l’emendamento sulle preferenze al Senato “a meno che non decida di suicidarsi”: “Suicidarci? Siamo vivi e vegeti – risponde il leader azzurro – Per noi la legge elettorale va bene così com’è, com’è stata approvata alla Camera. Quel testo a noi va benissimo e risponde a un obiettivo preciso: dare stabilità di governo, e quindi economica, al Paese”.

E sull’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze che farà Forza Italia? “Vedremo intanto se lo presenteranno, poi nel caso valuteremo – spiega ancora Tajani mantenendosi cauto – poi deciderà il gruppo in autonomia”. Una carezza ai senatori che mercoledì alle 17.30 sono convocati proprio per parlare della legge elettorale: il rischio è quello di ammutinamenti nel gruppo che possano provocare una nuova spaccatura all’interno della maggioranza a Palazzo Madama.

L’audizione con il ministro della Difesa Guido Crosetto alle commissioni congiunte di Camera e Senato, invece, aveva come tema il vertice Nato di Ankara e il governo è incappato in un pasticcio. Tajani infatti, in un passaggio dell’audizione, ha detto che l’Italia ha deciso di “utilizzare” 14,9 miliardi del fondo Safe ma poi, una volta uscito, ha precisato che i fondi sono stati solo “prenotati” ma ne saranno utilizzati “meno”.

Una precisazione visto che il governo in queste settimane ha litigato a lungo sull’uso dei fondi Safe che vede contrapposti i ministri Crosetto (favorevole) e Giancarlo Giorgetti (contrario). Poco prima proprio Crosetto, sempre parlando col Fatto, si era mostrato più cauto sull’utilizzo del Safe: “Decideremo a settembre insieme allo scostamento di bilancio per i fondi della Difesa, ma è una decisione tecnica e non politica: si tratta di una forma di finanziamento“.

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