Lo “sgambetto” di Vannacci a Salvini: sottrargli il “tema casa” con un ministero. L’attacco anche a Meloni: “Che delusione sul femminicidio”

Dice che il centrodestra non lo vuole, che lui è aperto al dialogo. Ma intanto non passa giorno senza che Roberto Vannacci attacchi i leader dei partiti – potenzialmente – alleati. Oggi, per la prima volta, nel suo mirino è finita persino la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che come tutta Fratelli d’Italia è sempre stata molto silente – per scelta – sul posizionamento di Futuro nazionale. Dal punto di vista più strettamente politico, e tecnico, il partito del generale ha presentato la prima proposta di legge che si configura, a tutti gli effetti, come uno sgambetto a Matteo Salvini: creare un ministero per la casa.

Il debutto legislativo dei quattro deputati di Fn suona come un dispetto al ministro delle Infrastrutture, che ha proprio la delega sulle questioni abitative. E che l’ha esercitata, di recente, contribuendo al Piano casa varato a inizio maggio. E invece la nuova “componente politica” vannacciana alla Camera punta a modificare la legge Bassanini, che fissa i ministeri nel numero massimo di 14. Fn, invece, vuole creare un ministero ad hoc, con fondi, personale e uffici, e che si occuperebbe di riqualificazione urbana, housing sociale e sviluppo delle politiche abitative. Erodendo, guarda casa, funzioni, fondi e raggio d’azione al ministero in mano a Salvini e, contestualmente, sfidandolo su sfratti e case, mantra della narrazione salviniana.

Vannacci, riprendendo un argomento caro alla destra sociale – spazio lasciato vuoto da FdI – aggiunge una bandiera nell’orizzonte delle sue battaglie. Dopo la lotta alle teorie gender e all’immigrazione, con la remigrazione come soluzione, e il posizionamento anti-ucraino in politica estera, spinge sul terreno della casa. Nella premessa della pdl si parla dell’abitazione come “diritto imprescindibile per la realizzazione della persona umana nella società e nel lavoro e per la promozione delle politiche sociali e familiari”. E utile, se garantito, anche a frenare il calo delle nascite in Italia. Nella relazione illustrativa, si accenna alla necessità di soluzioni differenziate in base a esigenze ed età (pensionati, famiglie monoreddito, giovani) e contro il caro affitti e la crisi di alloggi popolari, proponendo sinergie con gli enti locali. Come si diceva, in piena linea con la destra sociale.

Il leader di Fn, in attesa dell’assemblea che darà vita, ufficialmente, al partito, è in tour in Sicilia. E, come accennato, non si risparmia negli attacchi ai vertici della maggioranza. Oggi il generale, però, ha alzato il tiro, contestando direttamente Meloni. Lo ha fatto parlando con l’AdnKronos di legge elettorale, definendo la posizione della presidente del Consiglio “un’altra presa in giro”. La ragione? Non aver inserito le preferenze nel nuovo testo. E nella narrazione vannacciana degli ultimi giorni, secondo cui il centrodestra gioca a fare la sinistra non alla moda, ecco un’altra critica: “Schlein e Meloni si sono accordate sul femminicidio, un’altra cosa assurda. Da quando un reato è più o meno grave a seconda del sesso, del colore della pelle o dell’orientamento sessuale di chi lo commette o lo subisce? Questa è un’altra grandissima delusione di questa destra”.

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