Lotito si presenta alla Reggina e cita uno slogan fascista: “Credere, obbedire, combattere”. Poi guarda il sindaco Cannizzaro (Forza Italia) e sorride

Claudio Lotito ha inaugurato ufficialmente la sua avventura alla guida della Reggina. Il presidente della Lazio e senatore di Forza Italia è diventato il nuovo patron del club amaranto, attualmente impegnato nel campionato di Serie D, rilevandone la proprietà nei giorni scorsi. Durante la conferenza di presentazione, però, a far discutere non sono stati soltanto i programmi per il futuro della società e le domande sulla Lazio (a cui Lotito non ha voluto rispondere), ma anche alcune frasi pronunciate dallo stesso Lotito, tra cui una che richiama a un vecchio slogan del fascismo. A un giornalista che gli chiedeva cosa direbbe a chi negli ultimi anni si è disaffezionato e si è allontanato dalla Reggina, Lotito ha risposto: “Credere, obbedire, combattere“, vecchio motto fascista. Tra gli applausi di diversi presenti, Lotito si è lasciato andare a una risata e a uno sguardo d’intesa con Cannizzaro, a cui ha anche dato una pacca sulla spalla.

L’espressione “Credere, obbedire, combattere” venne coniata da Benito Mussolini e divenne uno dei motti simbolo del regime fascista. Compariva sui documenti ufficiali della Gioventù Italiana del Littorio (GIL), l’organizzazione giovanile del Partito Nazionale Fascista che raccoglieva ragazzi e ragazze dai 6 ai 21 anni, suddivisi nelle diverse categorie di età: Figli della Lupa, Balilla e Piccole Italiane, Avanguardisti e Giovani Italiane, Giovani Fascisti e Giovani Fasciste. Lo slogan era ampiamente diffuso anche su libri scolastici, manifesti e insegne dell’epoca ed era parte integrante della simbologia e della propaganda del Partito Nazionale Fascista, venendo utilizzato anche dalla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.

Nel corso della conferenza il nuovo patron della Reggina ha citato anche il verso “Il Piave mormorò: ‘Non passa lo straniero‘”, rispondendo a un giornalista che chiedeva rispetto per la storia del club dopo gli anni trascorsi tra i dilettanti. Lo stesso passaggio del celebre canto patriottico – adottato come inno nazionale italiano tra il 1943 e il 1944 – era stato richiamato nei mesi scorsi anche da Roberto Vannacci.

Lotito è il nuovo patron della Reggina: la conferenza stampa di presentazione

L’operazione che ha portato Lotito alla guida della Reggina è maturata anche grazie all’iniziativa del neo sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro. I due sono appunto amici e condividono anche lo stesso partito. Cannizzaro, eletto primo cittadino dopo essersi dimesso da deputato in seguito al successo alle elezioni amministrative, ha indicato fin dall’inizio il rilancio della squadra come una delle priorità del suo mandato. La presentazione della nuova proprietà si è svolta lunedì 20 luglio allo stadio Oreste Granillo, davanti a circa tremila tifosi. Nel corso dell’incontro con la stampa, Lotito ha anche parlato di temi d’attualità e molto discussi, tra cui la multiproprietà e la contemporanea presidenza della Lazio.

Poi ha esposto il progetto pluriennale della società calabrese, che sarà protagonista nel prossimo campionato di Serie D, girone I, per il quarto anno consecutivo, rinata post fallimento nel 2023, dopo aver disputato i playoff di Serie B. Lotito è diventato il nuovo proprietario della Reggina dopo una trattativa molto lunga, piena di colpi di scena. Inizialmente infatti il “favorito” per rilevare la Reggina sembrava essere Matt Rizzetta, proprietario del Campobasso in Serie C e del Napoli Basket in Serie A. Poi a sorpresa – grazie anche all’ottimo rapporto con il sindaco Cannizzaro, che ha fatto da mediatore tra la vecchia proprietà e il senatore di Forza Italia – è stato Lotito ad avere la meglio.

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