Medici Senza Frontiere assolta: la nave Aquarius non violò le norme sui rifiuti. “Processo ha compromesso il soccorso in mare”
Il Tribunale di Catania ha assolto la ong Medici Senza Frontiere dalle accuse relative alla gestione dei rifiuti a bordo della nave di ricerca e soccorso Aquarius, operativa nel Mediterraneo centrale dal 2016 al 2018.
Quattordici persone erano imputate perché accusate di scaricato rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, in maniera indifferenziata come se fossero rifiuti urbani in undici porti italiani: Trapani, Pozzallo, Augusta, Catania, Messina, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Corigliano Calabro, Napoli, Salerno e Brindisi.
Dopo una fase di indagine durata dal 2017 al 2021 e un processo ancora più a lungo (2021-2026), il Tribunale di Catania ha adesso accertato che tutte le attività legate all’Aquarius, comprese le operazioni portuali e lo smaltimento dei rifiuti, erano conformi alla normativa vigente. “Questi procedimenti giudiziari – fanno sapere da Msf – hanno avuto un profondo impatto personale e professionale sul personale coinvolto e hanno compromesso le operazioni di ricerca e soccorso in mare volte a salvare vite umane”.
L’operazione, infatti, aveva fatto scattare il sequestro preventivo dell’Aquarius e di 460mila euro. La ong ha sempre rigettato le accuse, ma oggi vede confermata la sua posizione con una sentenza, che Paul Brockmann, responsabile operativo di Msf, descrive come “un importante momento di riconoscimento per i team che hanno lavorato sotto forte pressione politica mentre cercavano di salvare vite umane lungo la rotta migratoria più letale al mondo. Segna un passo importante per mettere fine all’infondata criminalizzazione delle operazioni di ricerca e soccorso in mare”.
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