Multa da mezzo miliardo di euro ad Aliexpress: “Non contrasta la vendita di prodotti illegali”
La Commissione europea multa Aliexpress per 550 milioni di euro. La piattaforma è accusata di non contrastare la vendita di prodotti illegali, contraffatti e pericolosi. E di violare quindi le regole del Digital Services Act.
Aliexpress è la più grande piattaforma cinese di e-commerce presente sul mercato europeo. Ma le dimensioni dell’attività “non costituiscono una scusa” perché “i rischi devono essere individuati e affrontati” secondo la vicepresidente della Commissione, Henna Virkkunen. Il colosso, in particolare, non avrebbe assunto personale sufficiente alla valutazione della merce venduta online e non avrebbe valutato il rischio che il proprio sistema promozionale potesse diffondere anche prodotti illegali. Oltre a questo, avrebbe utilizzato un solo strumento di metrica quantitativa per ridurre la presenza di merce proibita. La Commissione ritiene anche che la società non abbia strumenti sufficienti per valutare la bontà delle merci, per punire i venditori in violazione delle regole e per evitare la disseminazione di prodotti contraffatti.
Per questo, entro la fine di ottobre dovrà presentare un piano di azione o il rischio è di penalità periodiche. Si tratta della multa più alta che la Commissione abbia comminato fino a ora nel quadro della legge sui servizi digitali. Ha superato persino quelle irrogate a X di Elon Musk e all’altro colosso dell’e-commerce, Temu. Resta comunque lontana dal tetto massimo previsto, ovvero il 6% del fatturato globale. “La sanzione sproporzionata non riflette adeguatamente il nostro quadro normativo consolidato e i significativi miglioramenti proattivi che abbiamo apportato” ha dichiarato Aliexpress. Per questo il colosso sta “esaminando la decisione e valutando le opzioni disponibili” e ha ricordato “le risorse considerevoli investite nella valutazione e mitigazione dei rischi, nella sicurezza dei prodotti e nella tutela dei consumatori”.
Bruxelles sta diventando sempre più cruciale nell’imporre il passo europeo alle grandi imprese digitali. Proprio qualche settimana fa anche Temu è stata sanzionata per 200 milioni di euro sempre per gli stessi motivi. Di recente la Commissione europea ha preso posizione contro Google per la sua dominanza sul mercato e contro Meta, accusata di creare dipendenza tramite Instagram e Facebook.
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