Nato, Crosetto: “Se fai parte dell’alleanza devi rispettare gli impegni. Le spese per la difesa non sono in alternativa a quelle per sanità, scuola e cultura”

A Donald Trump e alla sua amministrazione che continua a chiedere agli alleati della Nato di aumentare gli stanziamenti per il comparto difesa, ma anche alle opposizioni che accusano il governo Meloni di volerlo fare sottraendo risorse a settori fondamentali come le sanità, la scuola e la cultura. Ha risposto a entrambi il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando di spese militari in collegamento con “Pantelleria, Mediterraneo d’Autore”.

“Se vuoi far parte di questa alleanza, devi rispettare gli impegni presi. Ed è quello che mi sono limitato a ricordare in questi giorni”. ha detto Crosetto. “Non ho mai pensato che le spese per la difesa debbano essere messe in alternativa ad altre spese importantissime come la sanità, la scuola, la cultura o qualsiasi altro tipo di spesa sociale. La difesa è il presupposto: senza difesa, senza libertà, non c’è sanità, non c’è cultura, non c’è libertà. Quindi, la difesa è lo strumento con cui si assicura a una democrazia e alle persone la possibilità di vivere in pace e in libertà nei prossimi anni”, ha proseguito il ministro.

Il messaggio è: investire in armamenti è necessario. “Si può decidere di farlo in molti modi – ha detto ancora Crosetto -: si può scegliere di farlo da soli oppure all’interno di un’alleanza. È molto meno costoso e molto più sicuro farlo all’interno di un’alleanza. Noi abbiamo la fortuna, che abbiamo ereditato, di far parte della più forte alleanza che esista al mondo, la Nato. Far parte di un’alleanza, come far parte di una società, di una famiglia o di un club, significa rispettare le regole che questa alleanza si è data, sia quando ti piacciono sia quando non ti piacciono. Se non ti piacciono, puoi uscire”.

Ricordando gli obiettivi fissati per le spese della Difesa in sede Nato, il ministro ha aggiunto: “Il prossimo anno, se il governo arriverà alla fine, lascerò il Ministero della Difesa. Quindi non sto parlando di bilanci che amministro io, ma di bilanci che servono allo Stato. Ne parlo perché penso che siano necessari per garantire la sicurezza di mio figlio, dei vostri figli e il nostro futuro, e che non ci sia un’alternativa a far parte della Nato. Se qualcuno ha un’idea diversa, la dica. Io non voglio allearmi né con la Russia né con la Cina; magari qualcuno pensa che sia meglio perseguire quell’obiettivo, è legittimo farlo, ma in quel caso probabilmente non avremmo neanche bisogno di costruire una difesa, perché ci penserebbero loro a gestirci”.

Il 7 e l’8 luglio è in programma un appuntamento importante: “Il vertice Nato di Ankara è stato costruito perché vada bene. Gli impegni saranno rispettati, ogni Paese si presenta avendo fatto un pezzo del percorso che aveva detto di voler fare. Per cui io non vedo problemi da questo punto di vista più di quelli che abbiamo avuto al vertice scorso. Poi cosa dirai o farà Trump lo vedremo. Questo sarà un vertice molto breve, nel senso che penso si esaurirà in tre o quattro ore”.

Impossibile non parlare dei rapporti tra Italia e Stati Uniti, dopo l’attacco sferrato da Trump a Giorgia Meloni. “I rapporti reali sono ottimi – ha spiegato Crosetto -, come quelli di un anno fa, di 5 anni fa, a livello di deep state, di rapporti con i ministri, io mi sento con il mio omologo sempre. Trump? Ha il suo modo di fare la politica, di incalzare gli alleati. E’ il suo modo di agire con gli alleati affinché gli alleati reagiscano“.

Sui voli Usa dalle base italiane durante la guerra all’Iran “come avete visto tutti, quando è stato necessario dire di no, questo governo e questo ministro hanno detto no. Mi sembra quindi una delle tante polemiche che potevamo evitarci e che, lette dagli Stati Uniti, portano Trump a chiedersi: ‘Come mai? Cos’hanno gli italiani contro di me?’ Niente. Però sembra che ce l’abbiamo con gli Stati Uniti e che approfittiamo di ogni occasione per attaccarli. Questo non aiuta i rapporti”.

“Nel 2019 c’era il governo Conte, non il governo Meloni, non c’era nessuna guerra particolare, e ci sono stati 790 voli – ha continuato – nello stesso periodo in cui quest’anno ce ne sono stati 513. Questo perché? Perché quelle basi americane lavorano sempre per la parte logistica, manutentiva, eccetera. Sempre, sia che ci siano guerre sia che non ce ne siano. La guerra in Iran non è stata supportata dalle basi logistiche italiane, ma da un imponente schieramento di navi e mezzi che gli americani hanno portato nel Golfo, nel Mar Rosso, nelle basi della penisola arabica e in tutti i paesi circostanti. Perché sono stati bombardati altri paesi da parte dell’Iran e non l’Italia, per fortuna? Perché da quei paesi partivano gli attacchi e da lì veniva fornito il supporto logistico, non dagli altri paesi europei, quindi non c’era bisogno di coinvolgere i paesi europei. Quelle basi sono state utilizzate al 99% per le normali attività. Infatti, i voli sono simili a quelli dell’anno scorso, di due anni fa, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto anni fa”.

“E, come ho detto in Parlamento, nessun problema a fornire al Parlamento o al Copasir, per motivi di sicurezza, l’elenco di tutti i voli di quest’anno e degli ultimi dieci anni, così che possano verificare che ogni volo è stato autorizzato nel rispetto del trattato. Cosa succede? L’Aeronautica Militare, quando riceve la comunicazione di un volo, se quel volo rispetta il trattato viene autorizzato. Se c’è qualcosa che non va, la questione passa al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, che la trasmette a quello della Difesa, il quale la porta al ministro e chiede: ‘questo volo è al di fuori dei trattati, cosa facciamo?’”, ha continuato Crosetto.

“Gli Stati Uniti si stanno preparando non a una guerra in Iran, né a uno scontro con la Russia. Le due grandi potenze che si confronteranno in questo secolo, speriamo non militarmente, sono la potenza dominante da ottant’anni, cioè gli Stati Uniti, e la potenza emergente, cioè la Cina. Quindi l’obiettivo degli Stati Uniti è tutto concentrato nel vincere la sfida tecnologica sulle materie prime, sulle terre rare, sull’energia con la Cina, ed è una sfida per loro esiziale. All’interno di questo quadro, spingono quelli che considerano alleati a muoversi per costruire le condizioni affinché l’Occidente sia più temuto e ci sia un maggiore investimento in difesa e un maggior coinvolgimento. Alcune regole sfuggono loro; l’ho detto al mio collega”.

“Trump – ha continuato – pensa che l’Italia funzioni come gli Stati Uniti, dove se il Presidente decide di fare la guerra all’Iran, può farlo. L’Italia, la Germania e il Giappone, come ho ricordato al mio collega, sono tre nazioni uscite sconfitte dalla Seconda Guerra Mondiale e la cui Costituzione è stata scritta per evitare che potessero fare guerre. Nessuna delle nostre tre nazioni può dichiarare guerra, come possono fare gli Stati Uniti, la Francia o il Regno Unito, ad esempio all’Iran. Abbiamo bisogno di un mandato internazionale, di far parte di una coalizione, oppure possiamo solo difenderci. Abbiamo quindi regole costituzionali completamente diverse, che gli anglosassoni fanno fatica a comprendere“.

Ineludibile anche un passaggio sulla politica interna: “Siccome io purtroppo mi occupo ogni giorno di confrontarmi con minacce serie e concrete, non considero Vannacci una minaccia. Mi sembra un’esagerazione. Vannacci ha trovato una linea politica che, in altre nazioni, ha dato ampio spazio a chi l’ha seguita. Penso che a Vannacci non si debba rispondere trattandolo come una minaccia o come un nemico. Bisogna rispondere su alcune questioni che solleva e che sono problemi che io stesso, mia madre, o anche lei, in qualche modo percepiamo come reali”.

“La sicurezza, ad esempio: parliamo di alcune situazioni in certi quartieri. Su questi temi servono risposte concrete, come l’operazione avvenuta ieri al Colosseo con l’arresto di quelle persone che il giorno prima avevano commesso diversi reati. Ci sono quartieri nei quali va ripristinato l’ordine. Certo, poi ci sono problemi che diventano impossibili da spiegare, ad esempio a mia madre, e che alimentano il consenso verso Vannacci”, ha continuato. Secondo Crosetto, “alla fine, se Vannacci prenderà voti perché viene scelto dagli elettori, li avrà, e a seconda delle possibilità che ci saranno in Parlamento, si deciderà in futuro. Ma ripeto: io mi occupo di minacce serie, e Vannacci è una questione politica”.

L’articolo Nato, Crosetto: “Se fai parte dell’alleanza devi rispettare gli impegni. Le spese per la difesa non sono in alternativa a quelle per sanità, scuola e cultura” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Leggi su: Il Fatto Quotidiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *