New York, il sindaco Mamdani: “Pronto a chiedere l’arresto di Netanyahu se verrà all’assemblea Onu”
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato che sta valutando la possibilità di chiedere l’arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu qualora si rechi nella città a settembre per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all’Aia”, ha affermato il sindaco durante la trasmissione The Interview del New York Times, dove ha fatto riferimento al mandato di arresto emesso dei suoi confronti e di quelli dell’ex ministro della Difesa Yoav Gallant dalla Corte penale internazionale per presunti crimini guerra commessi nella Striscia di Gaza. “È un criminale di guerra incriminato dalla Corte Penale Internazionale. E questo – ha proseguito Mamadani – dopo quello che il suo governo ha fatto negli ultimi anni è un’opinione condivisa da molti “.
Il 34enne primo cittadino di New York, da sempre estremamente critico nei confronti del governo di Israele, ha spiegato di aver chiesto il parere all’ufficio legale della città e aver avviato delle consultazioni per capire se il sindaco ha l’autorità di ordinare l’arresto di un capo di stato straniero alla polizia di new York . “Faremo tutto ciò che la legge ci consente di fare a New York, ma non scriveremo nuove leggi per raggiungere questo obiettivo”, ha precisato. Il New York Times ricorda che questa è una delle promesse elettorali fatte da Mamdani durante la campagna elettorale, quando disse che avrebbe disposto l’arresto di Netanyahu in caso di visita in città. Dall’altra parte Netanyahu ha detto di non essere preoccupato e ha accusato il sindaco di essere un sostenitore di Hamas e un nemico di Israele.
Netanyahu è atteso nei prossimi giorni a Washington, dover incontrerà Donald Trump, ma a settembre potrebbe partecipare di persona all’assemblea generale delle Nazioni Unite, così come fatto nel settembre 2025. Anche allora ci furono polemiche e proteste, con decine di delegati che uscirono dall’aula durante il suo intervento. Nonostante l’ordine di arresto era già stato emesso, non ci fu nessuna conseguenza per il primo ministro. Gli Stati Uniti, così come Israele, non hanno mai ratificato lo Statuto di Roma, quello che ha istituito la Corte penale internazionale, e quindi non ha nessun obbligo di cooperare con il tribunale dell’Aja e di eseguire i suoi mandati di arresto.
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