“Non vedevano l’ora, censura senza precedenti”: la dura nota della redazione di Report dopo la sospensione delle repliche
“Non vedevano l’ora”. Parla di “censura senza precedenti” la redazione di Report, che replica con un durissimo comunicato alla decisione della Rai di sospendere le repliche estive della trasmissione, dopo l’indagine su Valter Lavitola, l’imprenditore ed ex editore ritenuto il presunto mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Il conduttore aveva già parlato di “sconcerto e preoccupazione”. Timori condivisi anche dai giornalisti di Report, che scrivono: “Riteniamo che questa decisione sia lesiva del nostro lavoro e del nostro impegno e temiamo che possa preludere a una nostra cancellazione in vista della prossima stagione”. Cancellazione che, per ora, è stata esclusa da viale Mazzini: le nuove puntate dovrebbero partire a novembre.
La redazione di Report ricostruisce il clima che ha portato a questa decisione: “È grave – si legge nella nota – che fino a ieri il Direttore Paolo Corsini abbia valutato con gradimento la qualità delle repliche e oggi in concomitanza con le richiesta di Libero del gruppo Angelucci sull’opportunità di mandare in onda sia stata assunta questa iniziativa”. E ancora: “Del resto, questa decisione è l’estrema conseguenza di una pressione costante subìta in questi anni, che culmina nella recente richiesta di Fratelli d’Italia di svolgere un’indagine interna alla Rai su Report. Quindi verrebbe da dire: non vedevano l’ora“.
I giornalisti di Report lamentano anche come l’inchiesta sia ancora all’inizio: “Questa censura senza precedenti avviene ancor prima che le indagini della magistratura abbiano definitivamente chiarito che cosa e chi sta dietro l’attentato a Sigfrido Ranucci, che ricordiamo è parte lesa in un procedimento giudiziario”. Quindi la nota prosegue: “La redazione di Report è un gruppo di redattori testati nella loro qualità, indipendenza e rigore da moltissimi anni. Amiamo questo lavoro come parte decisiva della nostra vita”. E i giornalisti concludono: “Sappiamo bene che Report è un obiettivo. Ma sappiate che lo difenderemo, centimetro dopo centimetro”.
Al fianco di Report si è schierato anche l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai: “”La decisione della Direzione Approfondimento di sospendere le repliche di Report colpisce il lavoro di tutta la redazione. Una scelta che non tutela il lavoro di colleghe e colleghi e anzi alimenta dubbi sul futuro di Report. Non mandare in replica puntate i cui contenuti hanno già avuto ogni controllo editoriale, con la scusa degli sviluppi sull’inchiesta della bomba a Ranucci, è solo un modo per togliere dagli schermi il programma che più di altri ‘infastidisce‘ con le sue inchieste”. Usigrai conclude: “Un danno per la Rai, per chi ci lavora, per un programma che da decenni rappresenta il giornalismo di inchiesta del servizio pubblico”.
È intervenuto anche Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti: “La vicenda dell’attentato a Ranucci è diventata lo sfondo per manovre poco chiare. Le indagini sono in pieno svolgimento e nessun giudizio al momento si può esprimere nel merito. Proprio per questo non si comprende cosa spinga la Rai a sospendere ‘a titolo cautelativo’ la messa in onda di repliche del programma”. Bartoli è netto: “Si tratta di puntate di un programma giornalistico d’inchiesta che i molti cittadini hanno già visto e che dovrebbero essere sempre fruibili online. Si tratta di una decisione sbagliata, incomprensibile e difficilmente spiegabile“.
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