Oggi l’Argentina sfida l’Inghilterra in un clima infuocato, montano i sospetti di favori arbitrali: “La fiducia dei tifosi è crollata”

C’è un soprannome che, negli ultimi giorni, è stato affibbiato a Messi e compagni sui social: “VARgentina“. Basta scorrere X per imbattersi in fotomontaggi di Gianni Infantino con la maglia albiceleste, video realizzati con l’IA che lo ritraggono mentre accompagna per mano un Messi bambino e migliaia di messaggi che parlano di un Mondiale 2026 già scritto. È il termometro di un clima che, partita dopo partita, si è fatto sempre più incandescente attorno all’Argentina che affronterà oggi l’Inghilterra in semifinale.

Le accuse di favoritismi arbitrali si sono moltiplicate, alimentando una narrazione che, pur priva di prove concrete, continua ad allargarsi ben oltre il terreno di gioco. L’ultimo episodio, quello che ha fatto esplodere definitivamente le polemiche, è arrivato nei quarti di finale contro la Svizzera. Sul punteggio di 1-1, Embolo è stato espulso per doppia ammonizione dopo l’intervento del VAR. L’arbitro Pinheiro aveva inizialmente estratto il cartellino giallo nei confronti dell’argentino Paredes, ritenendolo autore del fallo. Poi la sala VAR lo ha richiamato per correggere un errore di identificazione. Riguardando le immagini, il direttore di gara ha revocato l’ammonizione a Paredes e mostrato il giallo a Embolo per simulazione. Essendo già ammonito, l’attaccante svizzero è stato espulso. Dal punto di vista regolamentare, la decisione rientrava nella nuova interpretazione introdotta prima del torneo. Ma proprio quella norma è finita sotto accusa. “È inaccettabile“, ha sbottato il commissario tecnico svizzero Yakin. Il capitano Xhaka ha parlato di una regola che rischia di “uccidere una partita”, mentre Freuler ha definito l’intera gestione dell’episodio “un disastro“.

L’espulsione ha inevitabilmente riacceso sospetti che covavano già da settimane. Nella fase a gironi, l’Algeria aveva presentato un reclamo alla FIFA dopo la sconfitta contro l’Argentina, chiedendo spiegazioni per il mancato cartellino rosso a Messi dopo un intervento sul capitano Mandi. L’episodio non fu ritenuto da espulsione e il fuoriclasse argentino, rimasto in campo, firmò addirittura una tripletta. Da quel momento ogni decisione favorevole ai campioni del mondo in carica è stata osservata con crescente diffidenza. La tensione è aumentata ulteriormente negli ottavi contro l’Egitto. Gli africani, avanti nel punteggio prima della rimonta argentina, hanno contestato il gol annullato dal VAR, un rigore reclamato e alcune decisioni dell’arbitro Letexier. A fine partita il commissario tecnico Hassan non ha nascosto la propria furia, arrivando a chiedersi davanti alle telecamere se qualcuno volesse “tenere Messi in corsa“. Ancora più diretto l’attaccante Ziko, secondo cui “la Coppa è già destinata all’Argentina”.

Le accuse hanno raggiunto un livello tale da costringere Pierluigi Collina a intervenire pubblicamente. Il presidente della Commissione arbitrale della FIFA ha respinto ogni insinuazione, ricordando che gli ufficiali di gara operano in piena autonomia e che “le accuse infondate non hanno posto nel calcio”. Parole che, però, non sono bastate a spegnere il dibattito. “Penso che la fiducia dei tifosi sia completamente crollata”, ha osservato Christina Unkel, ex arbitro FIFA e oggi analista arbitrale per l’emittente britannica ITV. “Seguo grandi tornei da anni e non avevo mai visto un livello di polemiche simile, non soltanto sui social”.

Una fotografia che racconta forse meglio di qualsiasi dato il clima che accompagna l’Argentina in questo Mondiale. Nelle ultime ore è comparso persino un sito, argentinaout.com, che invita gli utenti a firmare una petizione per chiedere l’esclusione dell’Albiceleste dal torneo. Hanno già aderito più di 6 milioni di utenti. La piattaforma, tuttavia, non offre garanzie sulla trasparenza dell’iniziativa e la raccolta firme non ha alcun valore giuridico. Più che una vera mobilitazione sembra una provocazione nata sul web, ma è comunque emblematica. Del resto, non è la prima volta che l’Argentina finisce al centro di sospetti. Già dopo Qatar 2022 erano arrivate accuse analoghe, alimentate dalle dichiarazioni di alcuni protagonisti e dalle polemiche arbitrali legate soprattutto ai quarti di finale con l’Olanda. “Quando si guarda come l’Argentina ha segnato i suoi gol e come noi abbiamo segnato i nostri, e come alcuni giocatori argentini hanno oltrepassato il limite senza essere puniti, allora penso che sia stata una partita premeditata”, disse l’allora CT degli Orange Van Gaal. Oggi il copione sembra ripetersi. La differenza è che, tra meme, video virali e hashtag, ogni episodio viene amplificato in tempo reale fino a trasformarsi in una nuova prova per chi è convinto che il torneo abbia già un vincitore designato. Inghilterra permettendo.

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