Omicidio Esposito, i dubbi aperti dopo l’autopsia: “Non è escluso che l’abbiano bruciato vivo”
Forse Luigi ‘Luca’ Esposito era ancora vivo quando il suo killer gli ha dato fuoco. L’esito dell’autopsia non ha sciolto il dubbio e lascia aperte entrambe le ipotesi al 50%. Per dirimerlo saranno necessari i risultati degli esami istologici e tossicologici per i quali ieri sono stati disposti numerosissimi prelievi. Ci vorranno dai 40 ai 60 giorni per avere notizie precise. L’autopsia è stata svolta dal medico legale Giovanni Casaburi, alla presenza del consulente della famiglia di Esposito, Giuseppe Raimo. Non è un dettaglio di poco conto. Riguarda il grado di efferatezza del delitto, il suo livello di impeto o meno. Potrebbe fornire informazioni importanti sulla personalità dell’assassino. O degli assassini. E così orientare le indagini dei carabinieri di Eboli e della Procura di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, in un verso o nell’altro.
Un mistero sulla morte del giornalista sportivo – che millantava di essere dirigente Arpac – ritrovato nelle campagne di Eboli sembra essere definitivamente risolto: non sono state ritrovate tracce riconducibili a un foro di proiettile. Anche la Tac precedente ha escluso la presenza di residui metallici. Esposito è stato colpito a mani nude, o a calci, o con un corpo contundente, poi cosparso di liquido infiammabile e bruciato. Le fratture sul corpo potrebbero essere anche l’esito del calore della combustione. Anche in questo caso saranno decisivi gli esami istologici. Nel frattempo la salma resta sotto sequestro.
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