Qualcuno storse il naso per la nomina di Miele alla Federico II. Ma se vedi giusto, sei un bersaglio

La politica da tanti anni lavora, tra governo e Parlamento, per limitare fortemente il controllo di legalità da parte dei magistrati onesti, liberi, autonomi, indipendenti, competenti, umili, equilibrati, faticatori e coraggiosi. Se sono molti o pochi non spetta a me dirlo, ma quelli che ci sono rappresentano un forte pericolo per il sistema.

Per sistema intendo soprattutto la criminalità istituzionale che è arrivata nel terzo millennio, dopo la stagione delle stragi di mafia, sino al cuore dello stato. E di questa criminalità istituzionale purtroppo un pezzo non residuale è rappresentato anche da magistrati di vari ordini e gradi. Con un ulteriore elemento che preoccupa sempre più la gente perbene: quando accade che la magistratura sempre più spesso incute timore alla gente onesta e quasi nessuna preoccupazione ai lestofanti, soprattutto se operano nelle stanze del potere.

Eppure la criminalità nelle città dilaga, la corruzione è fuori controllo, di mafie si parla sempre meno. E i Vannacci tra sicurezza e immigrazione crescono. Solo i distratti si possono meravigliare, poi, che l’affaire ponte sullo Stretto abbia fatto tremare palazzi del potere e coinvolto anche vertici di uffici giudiziari. Vogliamo ricordare come frettolosamente sia passata in archivio, con tanto di lucchetto, la questione delle pesantissime intercettazioni che videro coinvolte persone molto potenti che avevano ricoperto cariche di primo piano nelle forze di polizia e nei servizi ed addirittura il vice procuratore nazionale antimafia. Coinvolgimento di cui non abbiamo saputo quasi più nulla. Così come non può stupirsi del coinvolgimento negli ultimi giorni di un alto magistrato in pensione della Corte dei conti.

La magistratura, come si sa e si dice, farà il suo corso ed io sono sempre garantista, ma i fatti che emergono già denotano una vicinanza di persone e poteri che dovrebbero stare ben distanti se autonomia e indipendenza della magistratura sono ancora dei valori costituzionali.

Come ho letto sui mezzi di informazione la notizia del coinvolgimento del presidente Miele nell’indagine per corruzione e rilevazione di segreto investigativo mi è venuto in mente che ad alcuni attenti osservatori suscitò non poca perplessità la nomina del dr. Miele, quale presidente dei revisori dei conti dell’università Federico II all’interno della quale, nel silenzio più assordante, negli anni si sono verificate cose meritevoli di attenzione sotto il profilo etico e giuridico.

Mi chiedo se sia opportuno che un presidente di sezione della Corte dei conti in carica venga nominato, dal rettore, presidente del collegio dei revisori dei conti di un ente in cui erano in corso accertamenti della procura regionale della Corte dei conti addirittura sul già rettore della stessa università. Evidentemente quando alcuni di noi storsero il naso avevano visto lontano.

Ma quando vedi giusto e lontano in questo paese e soprattutto ricopri ruoli istituzionali di primo piano e sei fuori dal sistema, diventi un bersaglio da colpire ed uccidere, con la carta bollata e i proiettili istituzionali. Se invece sei zitto e buono, marci in fila per tre, ti giri dall’altra parte, hai le relazioni giuste, frequenti buoni salotti, hai tanti incarichi, magari qualche hobby in più e qualche fascicolo in meno, se magari diventi anche braccio togato per colpire i servitori onesti della Repubblica, allora tranquillità e carriera ti sono assicurate. I nemici della Costituzione non sono solo nella politica, ma anche nel cuore delle istituzioni.

Tocca fare presto, prima che sia troppo tardi.

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