“Quegli animali soffrono, devono essere spostati”: la storia dei due pesci rossi liberati dalla vetrina di un ristorante grazie a una sentenza senza precedenti
Per anni sono stati considerati gli animali “più facili” da tenere. Piccoli, silenziosi, apparentemente semplici da gestire. Tanto da finire spesso dentro minuscole bocce di vetro, acquari decorativi e nelle vetrine dei negozi, trasformati in elementi d’arredo più che in esseri viventi. Eppure, la storia di due pesci rossi argentini potrebbe contribuire a cambiare questa percezione. Secondo quanto riportato da “Il Messaggero”, si chiamano Fede e Magui e, fino a pochi giorni fa, conducevano un’esistenza che probabilmente migliaia di altri pesci continuano a vivere ogni giorno: chiusi in una piccola vasca esposta nella vetrina di un ristorante di sushi nel cuore di Buenos Aires.
Per i passanti erano soltanto due pesci rossi che nuotavano avanti e indietro. Esposti al sole, al rumore della strada e a continui sbalzi di temperatura, erano diventati parte dell’allestimento del ristorante. Finché un giorno davanti alla vetrina si è fermato Matias Trufero, avvocato argentino impegnato nella tutela degli animali. Quello che per molti era un dettaglio dell’arredamento, ai suoi occhi rappresentava un evidente caso di maltrattamento: “Tutto, dal luogo alla vasca, era inadatto”. Per questo Trufero ha deciso di presentare una denuncia facendo riferimento all’articolo 14.346 della legislazione argentina, che punisce gli abusi e i maltrattamenti nei confronti degli animali.
L’articolo “Quegli animali soffrono, devono essere spostati”: la storia dei due pesci rossi liberati dalla vetrina di un ristorante grazie a una sentenza senza precedenti proviene da Il Fatto Quotidiano.
