Rieletto dai domiciliari? Non solo: il sindaco agli arresti nomina pure la giunta. Il caso di Ottana, in Sardegna
Franco Saba è stato rieletto sindaco di Ottana (Nuoro) alle elezioni del 7 e 8 giugno scorsi e ha nominato la sua giunta. Peccato che il primo cittadino, unico candidato alla tornata elettorale ed eletto con un quorum del 60,8%, sia agli arresti domiciliari con l’accusa di tentata concussione in concorso. Secondo i pm il sindaco – insieme a un operatore nel settore energetico – avrebbero esercitato pressioni nei confronti dei dirigenti di una società fornitrice di energia elettrica per ottenere l’assunzione di un consigliere di maggioranza del Comune di Ottana. L’incarico richiesto riguardava il ruolo di supervisore del nuovo impianto di accumulo energetico a batterie B.E.S.S., realizzato nell’area industriale del paese.
Saba – che è stato eletto a capo di una lista civica – non avrebbe potuto indicare la giunta, in quanto sospeso dalle sue funzioni in base alla legge Severino: la nomina sarebbe avvenuta via pec “in palese e diretta violazione del divieto assoluto di comunicazione con l’esterno derivante dal regime degli arresti domiciliari a cui lo stesso era sottoposto”, si legge nella delibera del Consiglio comunale del 26 giugno, in cui il consiglio ha preso atto della nomina dell’esecutivo guidato attualmente dal vice sindaco. L’autorità giudiziaria ha qualificato queste nomine come “illecite perché avvenute in violazione della legge processuale e in frode alla legge amministrativa“.
Il 17 giugno scorso il Gip del tribunale di Nuoro, Mauro Pusceddu, ha emesso una nuova ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti di Saba in seguito ai decreti da lui firmati dopo la proclamazione a sindaco e prima di un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare da parte della Prefettura di Nuoro.
Alla luce dell’eccezionalità della situazione e della complessità interpretativa legata alla validità delle nomine, la segretaria comunale Marilena Pirisi ha fatto mettere a verbale l’esigenza di coinvolgere “con massima urgenza” l’assessorato degli Enti Locali della Regione Autonoma della Sardegna e la Prefettura di Nuoro, “al fine di sollecitare un chiarimento interpretativo o l’adozione di provvedimenti volti a definire l’assetto istituzionale dell’Ente, salvaguardando per quanto possibile la continuità operativa degli organi comunali e la serena prosecuzione dell’attività amministrativa”.
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