Sinner, il conto dopo Wimbledon: il fisco inglese trattiene milioni di euro dai ricavi di premi e sponsor

Non basta vincere Wimbledon per portarsi a casa l’intero assegno. Per Jannik Sinner e Alexander Zverev, protagonisti della finale dell’edizione 2026, il ricco montepremi dei Championships deve infatti fare i conti con il fisco britannico, che applica una delle tassazioni più pesanti del circuito del tennis mondiale anche agli atleti stranieri.

Quella appena conclusa è stata l’edizione più ricca di sempre del torneo londinese. Sinner, campione dopo il trionfo in finale, ha incassato 3,6 milioni di sterline (circa 4,25 milioni di euro), mentre Zverev, finalista, ha ricevuto 1,8 milioni di sterline (circa 2,125 milioni di euro). Una parte consistente, però, finirà nelle casse del Regno Unito. Il sistema fiscale britannico tassa infatti i premi seguendo le normali aliquote: per i due tennisti scatta quella massima del 45%. Significa che Sinner dovrà versare circa 1,6 milioni di sterline (quasi 1,9 milioni di euro) mentre Zverev circa 810mila.

Ma il conto non si ferma al prize money. A differenza di molti altri Paesi, il Regno Unito tassa anche una quota dei ricavi provenienti dalle sponsorizzazioni. La percentuale viene calcolata in base ai giorni trascorsi sul territorio britannico durante il torneo: per Sinner dovrebbe essere intorno all’8% dei compensi derivanti dai suoi contratti commerciali. Un sistema che, per i giocatori eliminati nei primi turni, può arrivare a rendere Wimbledon addirittura poco conveniente dal punto di vista economico.

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