Sinner, la rinuncia a Montreal continua a far discutere: “Uno sportivo per entrare nel mito ha anche bisogno di essere personaggio”
Non si placano le polemiche su Jannik Sinner dopo la rinuncia a Montreal. Il tennista azzurro – reduce dal trionfo a Wimbledon contro Alexander Zverev – è tornato ad allenarsi a San Candido e poi a Montecarlo dopo essersi concesso un periodo di vacanza in Sardegna insieme alla fidanzata Laila Hasanovic. Adesso è atteso da un’intensa stagione sul cemento, con il ritorno in campo che è fissato al Masters 1000 di Cincinnati. A far discutere è stata proprio la scelta di rinunciare a giocare il torneo di Montreal per il secondo anno consecutivo. Al Masters 1000 del Canada Sinner avrebbe potuto continuare a sperare di segnare un record storico, diventando il primo tennista della storia capace di vincere tutti i mille in calendario. In questa stagione Sinner si è infatti portato a casa i Masters 1000 di Indian Wells, Miami, Madrid, Montecarlo e Roma, ovvero tutti quelli giocati finora.
All’appello, calendario alla mano, mancano quelli del Canada, di Cincinnati, di Shanghai e di Parigi. Il ritorno in campo di Sinner è in programma negli Stati Uniti, per giocare il primo torneo sul cemento americano, a cui arriva dopo il ritiro dalla finale dello scorso anno a causa di un malessere, e preparare al meglio gli Us Open, ultimo Slam della stagione. Molti però, su X, hanno manifestato tutto il loro rammarico per la rinuncia al possibile record di Sinner: “I record sono fatti per essere battuti, ma se nemmeno ci provi…”, ha scritto un utente, seguito da “io ci credevo ai nove Masters 1000 di fila”. Insomma, aver completato il Career Golden Masters, ovvero aver vinto in carriera tutti i tornei di categoria almeno una volta, non basta per qualcuno: “Era il momento perfetto per inseguire questo sogno, peccato”.
Anche Simone Eterno – giornalista di Eurosport – non ci è andato giù leggero: “Uno sportivo per entrare nel mito ha anche bisogno di essere personaggio. Fossi stato in Sinner – per come si era configurata la stagione – sarei andato a Montreal per provare a fare la storia per provare a vincere tutti i Masters 1000. Invece dobbiamo prendere atto che Sinner è un anti–personaggio, bisogna rendersi conto che Sinner è così. L’analisi di Sinner termina alla stretta di mano con l’avversario. Ma fuori dal campo cosa abbiamo? La possibilità del record dei 9/9 poteva iscriverlo nella leggenda”, ha commentato il giornalista.
L’altoatesino non ha comunicato nello specifico i motivi per cui ha rinunciato al torneo canadese, ma alla base di tutto c’è la volontà di voler preservare il proprio corpo, giocando meno, concedendosi qualche giorno di vacanza in più ed evitare quel burnout di cui ha anche parlato Darren Cahill dopo il trionfo a Wimbledon. Sinner infatti – dopo il malore al Roland Garros e la delusione per l’eliminazione al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo in un match praticamente già vinto – ha cambiato approccio e ha anche cambiato il suo programma nelle varie settimane. Ora la priorità dell’azzurro è preservare la sua salute fisica e mentale. A Cincinnati ci sarà da riscattare una finale praticamente mai giocata (si ritirò sullo 0-5 Sinner), poi gli Us Open, l’ultimo Slam stagionale per chiudere in bellezza la stagione.
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