Sono successe tre cose, contemporanee. Una a Palermo, una ad Atene, una in mare

Sono successe tre cose, contemporanee. Una a Palermo, dove la giovane antimafia è stata capace di portare in piazza migliaia di giovani per Falcone, nonostante l’ostilità dell’ “antimafia” (diciamo così) moderata.

Atene, suo a modo è Sicilia, e la Sicilia. Là si son ricordati che a Palermo le donne avevano fatto una mezza rivoluzione esponendo ai balconi, in onore di Falcone, lenzuoli bianchi. Più di recente, il papa ha esaltato la bandiera bianca come simbolo non più di resa, ma di pace.

Da questo, il passo per i greci è stato breve: bandiere e lenzuoli bianchi dappertutto; stavolta non per i giudici ma (è stata uccisa anche lei) per la Pace; che sventolino da ogni balcone e ogni casa.

In più, poiché son greci, non si limitano alle bandiere; da scienziati euclidei quali sono hanno anche inventato uno strumento (una moderna mappa interattiva) per monitorare all‘istante i movimenti pacifisti europei.

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Trovate tutto, in primavera. E poi trovate… il mare. Il mare della Flotilla della pace: clandestina, repressa, torturata ma mai ferma del tutto. E come la potrebbero fermare? E’ l’anima del mare. Amica dei ragazzi di Palermo e dei mappatori d’Atene.

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Così, in questi anni terribili – ma che supereremo – si va avanti. La storia è trasformata, perché tutte queste piccole cose – ma ve ne sono di grandi – si uniranno. Il male non vincerà, non prevarranno i Putin, i Trump e i Netanyahu. Vivranno, insieme liberi, i loro popoli e quelli che volevano conquistare. I bimbi sopravvissuti ai massacri non diventeranno a loro volta massacratori.

La mafia sparirà da Russia e America, grazie ai ragazzi nostri di Palermo. Alcuni stanno giocando alla Kalsa, giù a Palermo. Si chiamano Giovanni e Paolo e tirano pallonate inconsapevoli, ancora ignari. Ce ne sono tanti altri come loro, e vanno crescendo.

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