Sorelle scomparse nell’Aquilano: “Trovato un fermaglio della più piccola su un sentiero vicino alla casa-famiglia”

Un fermaglio rosso lungo un sentiero. Un piccolo oggetto, con piccoli fiorellini bianchi, che potrebbe segnare una svolta nella ricerca di Alisya Di Giacinto, 16 anni, e sua sorella Sarah, di 12 anni, scomparse dalla casa-famiglia “Ofh Hope” di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, ormai 11 giorni fa. Il ferma capelli, che gli agenti ritengono appartenere alla più piccola delle due sorelle, è stato trovato vicino alla struttura in cui erano ospitate da alcuni anni. Lo ha reso noto Alessia Natali, referente della sezione territoriale per l’Abruzzo di Penelope, l’associazione che si occupa di supporto alle famiglie di persone scomparse. Dopo il ritrovamento, le ricerche sono tornate a concentrarsi nell’area, con un elicottero dei vigili del fuoco che sta sorvolando a bassa quota la zona della riserva naturale La Camosciara, nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Nelle operazioni di ricerca sono impiegati anche droni, unità cinofile e personale del soccorso alpino.

Le due minorenni, scomparse dalla struttura tra il 6 e il 7 giugno in un arco temporale che va dalle 2 alle 5 del mattino, sono entrate nel circuito delle case-famiglia tre anni fa, dopo una difficile separazione dei genitori. Sono state ricongiunte solo un anno fa nella struttura abruzzese da cui sono scomparse, dopo due anni di separazione. Mentre erano ospitate nelle case-famiglia, a entrambi i genitori era stata revocata la responsabilità genitoriale a causa della “conflittualità” a seguito del divorzio. A fine maggio però il Tribunale per i minori di Cassino l’aveva restituita solo al padre: è stato proprio Stefano Di Giacinto a confermare agli agenti che la figlia portava spesso dei fermagli come quello ritrovato sul sentiero.

Le ricerche vanno avanti da giorni, senza escludere nessuna pista, tra cui la fuga volontaria delle due giovani con l’aiuto di qualcuno. Nei giorni scorsi i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro hanno effettuato diversi sopralluoghi nella casa-famiglia, in particolare nelle camere da letto delle ragazze che sono state poste sotto sequestro. A tre giorni dalla scomparsa erano state perquisite, senza risultati, anche le abitazioni dei genitori e quella dei nonni materni. Indagando sulla casa famiglia “Ofh Hope”, è emerso che già in passato si sono registrati diversi casi di allontanamento di minori: sono almeno cinque le segnalazioni per episodi simili avvenuti all’interno del centro. Va specificato che, non trattandosi di un istituto di pena minorile, gli ospiti non sono costretti in camera, ma trattandosi di minori hanno comunque bisogno di essere supervisionati. Per questo motivo Stefano Di Giacinto ha denunciato i responsabili della struttura.

Negli 11 giorni di ricerche, che fino a oggi non avevano dato risultati, sono emerse le ipotesi più disparate. Il fidanzato 18enne di Alysia, sentito dai carabinieri, aveva sostenuto che le due si trovassero a casa di un parente. Un’ipotesi che però non ha trovato nessuna conferma. Gli agenti stanno anche controllando ogni frame delle immagini delle telecamere di videosorveglianza del paese e degli altri comuni della zona. Oltre ad aver contato almeno tre uscite dalla struttura prima della scomparsa, gli investigatori sono alla ricerca delle auto che sono transitate nelle ore della scomparsa. Nei video del comune di Alfedena sono emersi circa 300 passaggi di veicoli: per i carabinieri la fuga con l’aiuto di un complice esterno è la pista più accreditata, considerando che le sorelle hanno portato con sé abiti, trucchi ed altri effetti personali. Rimangono sempre aperte poi le indagini sui cellulari: le due minori hanno lasciato i loro telefoni in camera. Stando ad alcune testimonianze, però, potrebbero essere in possesso di un terzo dispositivo portato con loro.

A rafforzare l’ipotesi di un allontanamento pianificato con anticipo, ci sono anche dei bigliettini trovati nelle camere delle sorelline e sequestrati dagli agenti. I contenuti dei messaggi all’interno sono “criptati”, ovvero scritti in un codice forse noto solo alle due scomparse e che gli investigatori stanno cercando di decifrare. L’ipotesi è che in questo modo abbiano comunicato all’esterno. I bigliettini potrebbero infatti contenere riferimenti a luoghi, orari o accordi presi prima della scomparsa, ma si tratta di una pista investigativa che dovrà essere verificata.

Nei giorni successivi alla scomparsa i genitori di Alysia e Sarah si erano attaccati reciprocamente, rivolgendo anche un’appello alle figlie. Secondo il legale della madre, Valentina D’Acunto, “le ragazze hanno sempre rifiutato di incontrare il padre. Erano speranzose di poter tornare con la mamma, come testimoniano le numerose lettere che scrivevano con affetto alla mia assistita”, ha detto Enrico Mastantuono. Tutte teorie respinte dal padre e dal suo avvocato, Francesco Riccardi, che, menzionando le relazioni in sede tribunale che attestavano le “condotte materne pericolose e inadeguate” di D’Acunto, aveva fatto sapere che Di Giacinto si sentiva costantemente con le figlie. L’ultima volta via messaggio il mercoledì precedente alla scomparsa. L’avvocato della madre però ha dichiarato il 17 giugno che la sua assistita “non riceve alcuna comunicazione da nessuno” da giorni, ma solo “fango e contraddizioni“. D’Acunto il giorno della scomparsa delle figlie ha comunque presentato una denuncia per sottrazione di minori.

L’articolo Sorelle scomparse nell’Aquilano: “Trovato un fermaglio della più piccola su un sentiero vicino alla casa-famiglia” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Leggi su: Il Fatto Quotidiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *