Torna il verme del Nuovo Mondo negli Stati Uniti dopo 60 anni: cos’è il parassita che può colpire anche l’uomo

Per la prima volta dal 1966 gli Stati Uniti hanno confermato un caso di verme del Nuovo Mondo in Texas. A darne notizia è stato il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA), citato da Reuters, dopo il ritrovamento del parassita in un vitello nella località di La Pryor, a circa 50 chilometri dal confine con il Messico.

La scoperta ha riacceso l’attenzione su un organismo che il Paese era riuscito a eradicare oltre mezzo secolo fa e che oggi rappresenta soprattutto una minaccia per allevamenti e fauna selvatica. Secondo le autorità americane, si tratta al momento di un numero limitato di casi, ma sufficiente a far scattare misure di contenimento e monitoraggio nell’area interessata.

Cos’è il verme del Nuovo Mondo

Nonostante il nome con cui è comunemente conosciuto, il verme del Nuovo Mondo non è un verme vero e proprio. Si tratta della larva della mosca Cochliomyia hominivorax, una specie presente in alcune aree dell’America Centrale, dei Caraibi e del Sud America.

Come riporta Reuters, le femmine depongono le uova all’interno di ferite aperte o nelle mucose di animali a sangue caldo. Quando le uova si schiudono, le larve iniziano a nutrirsi dei tessuti vivi dell’ospite scavando progressivamente nella carne. Se l’infestazione non viene individuata e trattata in tempo, può provocare gravi lesioni e persino la morte dell’animale.

Negli Stati Uniti il parassita era stato eliminato negli anni Sessanta grazie a un programma che prevedeva il rilascio massiccio di mosche sterili, una strategia che oggi le autorità stanno nuovamente valutando per contenere la diffusione del focolaio.

Può colpire anche gli esseri umani?

Sì, ma gli esperti invitano a mantenere le giuste proporzioni. Il verme del Nuovo Mondo colpisce soprattutto bovini, cavalli, animali domestici e fauna selvatica. In casi più rari può infestare anche gli esseri umani, provocando una forma di miasi, cioè un’infestazione da larve che si sviluppano all’interno di ferite o lesioni cutanee.

Secondo le autorità sanitarie statunitensi, i casi nell’uomo restano comunque poco frequenti e il rischio per la popolazione è considerato basso. Inoltre il parassita non rappresenta un problema per la sicurezza alimentare: non infesta carne destinata al consumo, frutta o altri alimenti presenti nella catena commerciale.

Perché la scoperta preoccupa

A preoccupare maggiormente non è tanto il rischio sanitario per la popolazione quanto il possibile impatto economico. Come evidenzia Reuters, il patrimonio bovino degli Stati Uniti si trova già ai livelli più bassi degli ultimi 75 anni. Un’eventuale diffusione del parassita potrebbe causare ulteriori perdite agli allevatori, aumentare i costi sanitari e incidere sulla produzione di carne bovina. Negli ultimi anni Washington ha investito milioni di dollari per rallentare l’avanzata del parassita dal Messico verso nord, intensificando i controlli sugli animali e rafforzando le attività di sorveglianza lungo il confine. Dopo la conferma del caso in Texas, le autorità hanno istituito un’area di controllo attorno al focolaio, limitato gli spostamenti degli animali e avviato nuove misure di monitoraggio. Per ora il numero di infestazioni confermate resta contenuto.

L’articolo Torna il verme del Nuovo Mondo negli Stati Uniti dopo 60 anni: cos’è il parassita che può colpire anche l’uomo proviene da Il Fatto Quotidiano.

Leggi su: Il Fatto Quotidiano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *