Trono imperiale in Giappone? Le donne sono escluse: il parlamento approva la norma che conferma la sola successione maschile
Venerdì 17 luglio il parlamento giapponese ha approvato la modifica della legge sulla Casa Imperiale che conferma il principio della successione esclusivamente maschile al trono. L’approvazione di questa revisione delude una parte consistente dell’opinione pubblica che rimane favorevole all’ammissione delle donne al trono del Crisantemo.
L’emendamento sulla normativa del 1947 ha lo scopo di contrastare la progressiva riduzione dei membri della famiglia imperiale, consentendo nuovamente l’ingresso alla famiglia ai discendenti maschi in linea paterna provenienti da 11 ex rami collaterali, esclusi con una riforma della norma risalente al dopoguerra. I futuri membri della Casa Imperiale dovranno avere almeno 15 anni, essere celibi e senza figli ma non potranno accedere direttamente al trono, solo i loro discendenti maschi rientreranno nella linea di successione.
Un’altra novità prevista dall’emendamento è la garanzia per le principesse di mantenimento del rango imperiale anche in caso di matrimonio con un comune cittadino, che finora avrebbe automaticamente implicato l’uscita dalla famiglia imperiale.
La misura, tuttavia, non risolve il controverso nodo dell’esclusione delle donne dalla linea di successione, nonostante recenti sondaggi indicano circa il 70% dei giapponesi favorevoli all’ascesa al trono di una sovrana. Secondo gli analisti, il freno ad una possibile apertura è stato messo da circoli conservatori e nazionalisti vicini all’esecutivo della premier Sanae Takaichi, con lo scopo di mantenere intatta la tradizione millenaria.
La tradizione del Trono del Crisantemo risale al 660 a.C. ed è considerata la più antica monarchia ereditaria continua al mondo, non è un caso, quindi, se anche i precedenti governi avevano rimandato più volte il provvedimento ritenendolo un tema politicamente e culturalmente troppo sensibile.
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