Trump torna ad attaccare gli alleati: “Italia pessima. Spagna senza speranza e Groenlandia problema”. Ma poi dice di avere “ricevuto tanto amore”

È un Donald Trump contro tutti, in particolare proprio contro gli stessi alleati. Anche questa volta ad Ankara il presidente Usa è riuscito a trasformare un summit in uno show personale. Prima dell’inizio del vertice Nato lancia le sue frecciate contro l’Italia (“pessima” nella gestione basi statunitensi per la guerra in Iran), contro la Danimarca che non intende cedergli la Groenlandia e contro la Spagna (“un caso senza speranza“) che si ostina a non voler spendere per la difesa quanto lui vorrebbe, minacciando l’interruzione dei rapporti commerciali. Da un lato le critiche degli alleati, dall’altro le lodi alla Cina e al presidente Xi Jinping del quale Trump non nascondere di essere “un grande fan“. Il vertice dell’Alleanza Atlantica in Turchia non inizia nel migliore dei modi ma si chiude con le frasi serene e concilianti dello stesso presidente Usa: “Ho ricevuto molto amore al summit”, ha dichiarato parlando anche di “tanta unità“. “Direi che non poteva andare meglio”, ha concluso.

“L’Italia è stata pessima”

In mattinata, in conferenza stampa accanto al segretario generale della Nato Mark Rutte, Trump torna a puntare il dito contro l’Italia. Dopo la cena di martedì sera la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto velocemente alle domande dei giornalisti dicendo di avere “rapporti cordiali” con il presidente americano. Ma poche ore dopo però il tycoon rincara la dose: “L’Italia è stata pessima per quanto riguarda le loro basi, come sapete”, e lo sono stati “anche un paio di altri Paesi”, ha osservato.

“Spagna partner terribile”

Poche parole, poi il presidente Usa riapre il capitolo Madrid e lo fa con particolare determinazione: “Ho parlato con la Germania – ha detto – ho parlato con la Francia. Ho parlato con il Regno Unito. Ho parlato con l’Italia. Non ho parlato con la Spagna. La Spagna è un caso senza speranza. Tra l’altro, non vogliamo più fare affari commerciali con la Spagna. Vorrei che fosse tagliata fuori“, minaccia Trump. La Spagna, ha continuato, “è un partner terribile nella Nato. Non partecipano. Non pagano. Non voglio avere nulla a che fare con la Spagna”. E non si è fermato qui: “State a vedere – ha detto – vedrete che torneranno strisciando. Oh, torneranno eccome”. Il commercio con la Spagna, in realtà, non è una questione bilaterale Usa-Spagna, ma una materia che riguarda l’Unione Europea, che ha la competenza esclusiva. Infatti da Bruxelles è arrivato l’intervento di un portavoce della Commissione per ribadire che l’esecutivo “è impegnato nella protezione degli interessi dell’Ue, e i suoi Stati membri sono pienamente protetti“.

Il chiodo fisso Groenlandia

Ma il vero chiodo fisso di Trump continua a essere la Groenlandia, la grande isola artica, territorio autonomo ma appartenente al Regno di Danimarca (membro dell’Ue e della stessa Nato). Il presidente Usa ha usato parole ai limiti dello scherno, ricordando che il Regno venne invaso dal Terzo Reichin meno di un giorno“. La Groenlandia, ha detto Trump, “è molto importante per gli Stati Uniti, ma non lo è per la Danimarca. Di fatto, quando la Danimarca fu invasa dai nazisti in meno di un giorno, Hitler li sconfisse in un giorno, prese il controllo e loro chiesero a noi di occuparci della Groenlandia, noi prendemmo la Groenlandia”. E poi, ha rievocato, “stupidamente, l’abbiamo restituita. Non avremmo dovuto restituirgliela, perché siamo noi ad averne bisogno. Ci serve per la protezione del mondo, non solo degli Stati Uniti. Ed è molto importante. Non è utile alla Danimarca, ma lo è per noi. Ed è fondamentale per noi”. Per questa volta, almeno, non ha minacciato di volerla prendere con la forza. La premier danese Mette Frederiksen ha replicato che che il Paese scandinavo è “uno Stato sovrano” e che “tutti devono rispettare la nostra sovranità”.

“Sono un grande fan di Xi”

Di diverso tenore le parole utilizzate per la Cina. Trump ha confermato di essere un “grande fan” di Xi Jinping. Riguardo alla guerra in Iran “la Cina ci ha trattato bene”, ha sottolineato il tycoon: “Ero con il presidente Xi e gli ho detto: spero che non entrerete in guerra perché non lo vogliamo. Loro prendono il 50% del loro petrolio dallo Stretto di Hormuz e non sono entrati in guerra e non hanno fornito equipaggiamenti” a Teheran.

“Amore e unità” al vertice

Poi è arrivato il momento del vertice. Nel corso del summit, trapela, Trump ha rassicurato gli alleati di volere “restare nella Nato”. Nel corso dell’incontro a porte chiuse, il presidente americano non avrebbe riproposto le critiche rivolte in precedenza alla Spagna e all’Italia né sarebbe tornato sulla questione della Groenlandia. Terminato il vertice, in conferenza stampa, il registro cambia ancora una volta: “Non poteva andare meglio”, ha dichiarato Trump lamentando solamente il fatto che “la stampa avrebbe dovuto vedere quello che stavamo facendo in quella stanza, perché si tratta di persone molto intelligenti, che hanno tanto bene nel cuore, non il male, ma il bene. E stanno facendo un ottimo lavoro per il loro Paese”. Dagli alleati, ha aggiunto il presidente Usa, ha sentito “molto amore” e “tanta unità”. Gli attacchi delle ore precedenti sembrano, così, un lontano ricordo.

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