“Una mia lettrice è stata vittima di femminicidio: l’ha uccisa il compagno, che poi si è suicidato. Amava i miei libri e sognava una vita diversa”: parla Gianluca Gotto

Gianluca Gotto ha scritto libri di successo – tra tutti “Verrà l’alba, starai bene”, tra i più venduti del 2025 – incentrati sui temi della ricerca della felicità, dei viaggi e della spiritualità orientale. Gotto con la compagna Claudia, ha deciso di lavorare da remoto con l’obbiettivo di viaggiare per il mondo, in particolare modo in Asia e non è un caso se la figlia di tre anni e mezzo si chiami proprio Asia.

Lo scorso 23 giugno è arrivato nelle librerie “Ci basterà mangiare il vento“, ambientato tra Singapore e Torino, città natale dello scrittore. Protagonista è un uomo, Christian, che “dopo aver tentato in tutti i modi di tenere a distanza la vita – con la sua meravigliosa imperfezione e la sua preziosa e a volte dolorosa imprevedibilità -, scoprirà che stare bene può essere semplice come giocare a mangiare il vento”, si legge nelle note del libro.

Oltre al volume, Gotto sta preparando lo spettacolo “Questione di Karma”, in tour quest’estate e in autunno. “Di un karma, in particolare, fatico ancora a parlarne – ha affermato a Vanity Fair – Ho scoperto che una mia lettrice è stata vittima di femminicidio: l’ha uccisa il compagno, che poi si è suicidato. Nei giorni successivi mi ha scritto una sua amica dicendomi che amava i miei libri e che sognava una vita diversa. Mi ha toccato tantissimo. Ed è stato necessario del tempo per elaborarlo, per elaborare il fatto che quella coppia aveva una figlia, che è sopravvissuta. Mi sono interrogato a lungo sulla sua esistenza dopo il dramma, sul suo karma familiare e su quello individuale”.

La vita dello scrittore non è stata facile “dopo gli anni passati a trovare un lavoro da remoto, a scrivere articoli, inventarmi un blog, pubblicare il primo libro, ho contratto la febbre dengue a Bali, nel 2019. Dal letto d’ospedale mi sono chiesto: qual è il senso? Costruisci e costruisci, poi magari finisce tutto. Sono passato senza vie di mezzo dal mangiarmi il mondo a una crisi nera”.

Poi la salvezza con il buddismo ma “non ho avuto mezze misure neppure in quella occasione: sono diventato un fanatico della meditazione. E sono arrivato a pensare di diventare un monaco. Pensiero che, fortunatamente, si è scontrato con l’amore per la mia compagna Claudia. Per un paio d’anni ho vissuto come Christian: sulla difensiva, perché il buddismo mi aveva insegnato a spegnere la sofferenza. A un certo punto mi sono reso conto che quel modo di vivere non mi permetteva di costruire un futuro di coppia e, soprattutto, di realizzare il sogno della paternità”.

“Ci basterà mangiare il vento” è ambientato a Singapore: “È il luogo del mio presente. Dopo tanto vagabondare, io e Claudia abbiamo cercato in Oriente il posto ideale dove crescere nostra figlia. L’abbiamo trovato a Singapore e a Bali: la prima è una città iperefficiente, senza delinquenza, così pulita che puoi mangiare sui marciapiedi”.

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