Una spritzeria nel cortile della scuola in memoria di Annalisa Durante: un oltraggio alla legalità
Un presidio di legalità e di memoria oltraggiato e offeso. Accade al rione Forcella a Napoli. Parliamo di un pezzo di centro storico che, per molti aspetti, sembra una periferia. Una contraddizione evidente. Sebbene Forcella, con il suo dedalo di vicoli, sia ubicata a pochi metri dal Duomo e nel cuore dei Decumani è considerato da sempre fortino della famiglia-clan Giuliano, ormai in disgrazia, soppiantata, lo raccontano le tante inchieste, da nuovi e vecchi gruppi di camorristi. All’indomani dell’omicidio di Annalisa Durante, la 14enne vittima innocente nel corso di un conflitto a fuoco il 27 marzo di ventidue anni fa, si gridò che nulla sarebbe stato più uguale a prima.
In un ex cinema abbandonato è sorto lo spazio comunale di Piazza Forcella, una struttura policulturale dedicata alla memoria proprio di Annalisa Durante dove è attiva una biblioteca e si svolgono durante l’anno tante attività culturali e d’inclusione e sempre nel nome della 14enne a pochi mesi da quell’orribile omicidio fu recuperato e riattivato l’asilo nido diventato il simbolo del riscatto sociale del quartiere.
Proprio quel simbolo oggi è – a mio avviso – oltraggiato e vilipeso. In quei vicoli, con sorprendente rapidità, sono sorte numerose iniziative imprenditoriali che puntano soprattutto ad attirare quanti più turisti possibile. Legittimo – se è tutto in regola – ma così non sembra. Accade che in via Vicaria Vecchia, 5 a pochi metri dove trovò la morte Annalisa Durante accanto all’edificio pubblico che ospita l’asilo nido comunale è sorta una spritzeria che alla chetichella non solo progressivamente ha invaso e occupato il cortile esterno della scuola con numerosi tavoli e sedie, ma ha anche coperto la scritta “Scuola Annalisa Durante” con filari di bandiere e festoni. Non è finita, la sera sul cancello d’ingresso del plesso scolastico viene montato un maxi schermo per far seguire ai clienti le partite dei mondiali di calcio. Mi chiedo: è possibile tutto questo?
E il proprietario è detentore di un’autorizzazione, gli uffici comunali l’hanno concessa in uno spazio di una scuola che è presidio di legalità e simbolo di memoria? Se, come si sospetta, quell’occupazione è del tutto abusiva perché nessuno interviene?
Cosa aspetta l’assessore del Comune di Napoli alla Legalità ed ex Questore di Napoli, Antonio De Iesu? Perché la polizia municipale – spesso come le autorità – presente nel corso di iniziative pubbliche a Forcella non ha ritenuto opportuno chiedere conto di quello scempio? Stessa cosa accade con un altro locale nello spazio d’ingresso della chiesa delle Crocelle ai Mannesi. La legalità non può e non deve essere soltanto una parola evocata nel corso di cerimonie e ricorrenze, ma una pratica concreta e misurabile.
Annalisa Durante, i suoi quattordici anni spezzati e il sacrificio che il suo nome rappresenta non meritano questa ennesima violenza. La via Vicaria Vecchia dove Salvatore Giuliano, nel tentativo di difendersi da un agguato, esplose il colpo che uccise Annalisa Durante dovrebbe divenire davvero un simbolo. Purtroppo ciò non è mai avvenuto.
Basta incamminarsi e constatare come resistano ancora banchetti, spesso affollati di clienti, per la vendita di sigarette di contrabbando, un vero marchio di fabbrica di quei vicoli. Non manca neppure la rivendita di profumi pezzotto. Questo è il business più redditizio dove pare la camorra abbia investito grosse cifre e organizzato la filiera: dal produttore al venditore. Si trovano confezioni di profumi di ogni tipo delle più svariate marche vendute alla modica cifra di 30 euro. A queste spesso si associa campionari di occhiali e borse griffate sempre rigorosamente false.
Immancabili anche a Forcella i negozietti, a Napoli li trovi dappertutto, che vendono calamite, ma anche busti di Totò e San Gennaro, cornicelli portafortuna, magliette di Maradona generalmente gestiti da cittadini del Bangladesh che pagano, in media, fitti che superano abbondantemente i mille euro. Un vero fenomeno, solo in via Chiaia appena una serranda si abbassa ed una attività chiude, arrivano pronti a rilevarla. Ne ho contato dieci in meno di trenta metri. Cosa c’è dietro? E più che altro chi?
Se questo è l’andazzo a maggior ragione via Vicaria Vecchia, il luogo dove il 27 marzo 2004 si consumò la tragedia che costò la vita ad Annalisa Durante, dovrebbe essere un presidio permanente di memoria e legalità. Quel sangue innocente riverso sui quei basoli di pietra vesuviana è ancora lì. A distanza di ventidue anni, continua ad essere una casbah dove abusivismo, illegalità diffusa e degrado sono la normalità. Restituire dignità a quella strada significa rispettare davvero la memoria di Annalisa e dare concretezza a tutte le promesse pronunciate dopo la sua morte.
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