Wimbledon, perché Sinner affronta uno Zverev diverso: “Si vede, è un altro giocatore”. Come può metterlo ancora ko

Nove vittorie consecutive contro Alexander Zverev non bastano per sentirsi al sicuro. Jannik Sinner arriva alla finale di Wimbledon da numero uno del mondo e favorito, ma dall’altra parte della rete troverà un avversario diverso da quello dominato negli ultimi mesi. Il tedesco ha appena conquistato il Roland Garros, ha raggiunto per la prima volta la finale ai Championships e da lunedì diventerà numero 2 del ranking Atp. È il miglior Zverev di sempre, quello che finalmente ha spezzato il tabù Slam e che non entra più in campo con la sensazione di partire sconfitto. Per batterlo ancora, Sinner dovrà riproporre il tennis cinico e spietato mostrato contro Novak Djokovic.

I precedenti raccontano un dominio netto dell’azzurro: 10 vittorie a 4, con nove successi consecutivi, vincendo 19 degli ultimi 21 set giocati. Zverev non vince dagli Us Open 2023 e non conquista un set contro Sinner da Vienna 2025. Nel 2026 si sono affrontati già quattro volte e il numero uno del mondo ha sempre avuto la meglio senza storie. Ma è proprio Sinner a mettere in guardia: “Non si sottovaluta nessuno, specie in una finale Slam. È un giocatore molto difficile da affrontare, specie su questa superficie. Sta servendo molto bene e qui il servizio è il colpo più importante“.

In effetti il tedesco è cambiato. Dopo il trionfo di Parigi ha acquistato una sicurezza che in passato gli era spesso mancata. A Wimbledon ha confermato la trasformazione: finale raggiunta perdendo appena due set, vittoria netta su Taylor Fritz nei quarti e prova d’autorità in semifinale contro Arthur Fery. Sull’erba, la superficie che gli aveva sempre creato più problemi, ha trovato continuità e convinzione. “La vittoria al Roland Garros gli ha fatto molto bene. Si vede. Sta giocando aggressivo ed è un altro giocatore in questo momento”, ha riconosciuto lo stesso Sinner.

L’azzurro sa che la sfida sarà diversa anche dal punto di vista tattico. “Credo che ci saranno meno scambi e meno ritmo. Inoltre farà abbastanza caldo e questo favorirà chi serve bene. E lui è sicuramente uno dei migliori battitori“. Per questo i precedenti, secondo Sinner, contano relativamente: “Quello che è successo in passato appartiene al passato“.

Se però Zverev è cambiato, lo è anche Sinner. La semifinale contro Djokovic ha mostrato la versione più spietata del numero uno del mondo: capace di alzare il livello nei momenti decisivi, senza sprecare energie inutilmente. “Dovevo alzare il livello oggi e l’ho fatto”, ha spiegato dopo il triplo 6-4 inflitto al serbo. È un Sinner più maturo, che non forza ogni punto ma sceglie quando colpire, diventando letale nei game chiave.

Anche il percorso degli ultimi mesi va nella stessa direzione. “Sto giocando una stagione ottima. Ho vinto tanti tornei e perso poche partite. Dopo il Roland Garros abbiamo provato delle cose nuove e sembra che stiano funzionando. È tutto un processo per diventare un giocatore migliore“, ha spiegato. È proprio questa crescita, fatta di gestione delle energie e capacità di essere decisivo quando serve, che può permettergli di mettere ancora una volta con le spalle al muro il nuovo Zverev.

Sinner sembra aver deciso di fare un ulteriore step nella sua crescita come giocatore. Affidarsi ancora di più al servizio, specialmente sull’erba, fa parte di questa strategia. La battuta è diventata da punto debole forse il colpo migliore del repertorio. Con questo presupposto, ha potuto gestire ogni partita senza strafare. Ha trovato delle difficoltà anche in questo Wimbledon, ma le ha superate senza andare nel panico. E piano piano ha messo insieme tutti i pezzi del puzzle, ritrovando proprio contro Djokovic anche la versione migliore del suo gioco da fondo.

Sinner con il suo ritmo da fondo campo potrebbe togliere a Zverev quel tempo di cui ha bisogno per colpire la palla come gli piace. E poi potrebbe far ricrollare le certezze del tedesco se dovesse restare così cinico e concentrato al servizio. Se Zverev ha finalmente trovato la fiducia che gli mancava, Sinner sembra aver trovato qualcosa di ancora più prezioso: la capacità di essere ingiocabile proprio quando il palcoscenico è quello di una finale Slam. Se ci riuscirà anche oggi, lo dirà il campo.

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