Nuove mafie e vecchia politica, su Millennium la ragnatela del clan Senese

Un confine sottile, quello tra mafia e politica a Roma e dintorni. Non c’è solo il caso di Andrea Delmastro, il sottosegretario alla Giustizia del governo Meloni costretto a dimettersi dopo che era diventato pubblico il suo ingresso nella società Le 5 Forchette con la figlia 18enne di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva come riciclatore del clan camorristico dei Senese. Vale a dire il vertice criminale della Capitale, ma anche protagonista del “consorzio” tra camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra individuato a Milano dall’indagine Hydra.

Il 7 aprile 2018 muore Nicola Caroccia, padre di Mauro e di Daniele, quest’ultimo pure accusato di essere un riciclatore dei Senese, ma poi assolto al processo. Nicola Caroccia è il fondatore dei primi ristoranti di famiglia, da cui originerà anche la “Bisteccheria d’Italia”, resa famosa dal caso Delmastro. Fra i messaggi di cordoglio c’è un comunicato stampa di Esterino Montino, sindaco Pd di Fiumicino, senatore per due legislature, ex assessore a Roma ed ex vicepresidente della Regione Lazio. È una delle storie che si leggono sul nuovo numero di MillenniuM, da venerdì 17 luglio in librerie selezionate (cerca qui la più comoda per te) e negli store online (il numero è già ora preordinabile su Amazon). Ripercorrendo la storia del clan fondato da Michele Senese ‘o pazzo il mensile diretto da Peter Gomez racconta una nuova mafia sganciata dal territorio di origine, in costante equilibrio fra affari leciti e illeciti, e capace di tessere una fitta rete di relazioni politiche, come sta emergendo a Milano dall’inchiesta Hydra.

Come mai il sindaco di Fiumicino si espone pubblicamente? Perché Angelo Caroccia, fratello del defunto Nicola ed estraneo alle indagini, a Fiumicino è assessore ai Lavori pubblici. Non finisce qui. Nel 2020 vengono messi sotto inchiesta per usura Claudio e Riccardo Cirinnà, rispettivamente fratello e nipote di Monica Cirinnà. Anche lei all’epoca senatrice Pd, nota per le battaglie sui diritti, e moglie di Montino. L’indagine si chiama “Affari di famiglia” e riguarda proprio il clan Senese. La senatrice prende pubblicamente le distanze dai suoi familiari e si dice addolorata dalla vicenda.

Nessun risvolto penale per la coppia di politici, di cui un anno più tardi si torna a parlare per una strana vicenda, così riassunta dagli interessati: alcuni operai impegnati in lavori nella tenuta di famiglia a Capalbio trovano 24 mila euro in una vecchia cuccia per cani e li consegnano alla coppia. Monica Cirinnà ne attribuirà la provenienza a reati commessi da ignoti e ne annuncerà la devoluzione al Fondo unico per la Giustizia.

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