Stellantis, Filosa fa visita a Lula e annuncia investimenti da 5 miliardi di euro in Brasile

Antonio Filosa ha scelto il Brasile per una delle prime missioni internazionali da amministratore delegato di Stellantis. A Brasilia ha incontrato il presidente Luiz Inácio Lula da Silva in una visita che, almeno sulla carta, serviva a celebrare i cinquant’anni della Fiat nel Paese. In realtà il tema principale è stato un altro, ovvero il futuro industriale del gruppo in uno dei mercati oggi più redditizi.

L’incontro si è svolto al Palazzo del Planalto alla presenza del vicepresidente Geraldo Alckmin e di alcuni ministri. Filosa ha ribadito il peso strategico del Brasile per Stellantis, che nel Paese continua a guidare il mercato grazie soprattutto ai risultati di Fiat e Jeep. Un messaggio che arriva in un momento in cui, al contrario, il business europeo continua a fare i conti con una domanda debole e con una transizione all’elettrico più complicata del previsto.

Il punto centrale della visita è stato il piano di investimenti già annunciato dal gruppo. Stellantis metterà sul piatto 30 miliardi di reais, poco più di 5 miliardi di euro, entro la fine del decennio. Le risorse serviranno ad ampliare la gamma, aggiornare gli stabilimenti, sviluppare nuove tecnologie e sostenere l’elettrificazione. Il piano comprende anche circa 2.000 nuove assunzioni, di cui oltre mille nello storico impianto di Betim, il più grande del gruppo in Sud America.

Si tratta di un programma importante, anche se per ora resta generico. L’azienda non ha ancora spiegato come saranno distribuiti gli investimenti negli anni né quali progetti avranno la priorità. Dettagli decisivi per capire quanto velocemente il piano potrà tradursi in nuovi modelli e aumento della produzione.

Durante l’incontro Filosa ha definito quella della Fiat in Brasile una storia costruita insieme al Paese. Per l’occasione ha regalato a Lula alcune miniature di modelli simbolo della presenza del marchio, dalla Fiat 147 (la versione per il sudamerica della “vecchia” 127), la prima auto di serie alimentata a etanolo, alla Uno Mille fino al pick-up Strada, oggi uno dei modelli più venduti da quelle parti.

Lula ha accolto con favore il piano di Stellantis, parlando di un segnale di fiducia verso l’economia brasiliana. Secondo il presidente, gli investimenti contribuiranno a sostenere occupazione, innovazione e crescita di un settore che negli ultimi mesi ha mostrato segnali di ripresa.

La visita assume però anche un altro significato. Da quando ha assunto la guida di Stellantis, Filosa ha più volte assicurato che l’Europa resterà centrale nella strategia del gruppo. Ha annunciato un piano globale da 60 miliardi di euro entro il 2030, il lancio di decine di nuovi modelli e ha escluso la chiusura degli stabilimenti italiani.

Il confronto con il Brasile è inevitabile. Mentre lì arrivano investimenti, nuove assunzioni e un dialogo diretto con il governo, alle nostre latitudini il quadro resta più incerto. La produzione è ancora lontana dai livelli di qualche anno fa, molti impianti lavorano sotto capacità e diversi marchi del sodalizio franco-italiano devono ritrovare competitività.

Anche negli Stati Uniti, altro mercato chiave per Stellantis e dove Filosa ha costruito buona parte della sua carriera, il nuovo amministratore delegato ha accompagnato il piano FaSTLAne 2030 con impegni concreti: investimenti per rilanciare la produzione, nuovi modelli, maggiore autonomia decisionale per il management locale e un forte focus sul recupero di quote di mercato perse negli ultimi anni.

Le promesse, dunque, non mancano. Ma oggi il divario tra gli annunci destinati alle Americhe e quelli rivolti al Vecchio Continente resta. Ed è proprio su questo terreno che si giocherà la partita più difficile per Antonio Filosa.

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