Il colosso di Guinness e Baileys licenzia 97 su 127 dipendenti in Italia
La multinazionale britannica Diageo, proprietaria di marchi iconici come Guinness, Baileys, Smirnoff, Gordon’s e Johnnie Walker, ha annunciato il 13 luglio l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per 96 dei 127 dipendenti della sede di Milano. Si tratta dell’ennesima riorganizzazione delle attività a livello internazionale. Uno “schiaffo al territorio e ai lavoratori italiani” secondo la Uil Lombardia, che ha fortemente contestato la decisione del colosso britannico.
Decisione che, all’atto pratico, equivale alla dismissione della sede milanese e la fine della presenza in Italia del gruppo. Un anno fa, nonostante la sede di Torino fosse già stata riorganizzata nel 2022, Diageo aveva dismesso lo storico stabilimento produttivo di Santa Vittoria d’Alba, cedendolo al gruppo NewPrinces, e trasferito la sede del gruppo da Torino a Milano. A pochissimi mesi dal completamento del trasferimento nel capoluogo lombardo, la multinazionale ha deciso di smantellare la sua presenza nel nostro Paese.
“Gli andamenti di Diageo in Italia sono del tutto soddisfacenti e positivi sia in termini di volumi che di valore. Tuttavia, la dirigenza considera l’Italia esclusivamente come un semplice ‘mercato di sbocco’ da cui prosciugare profitti, spostando le attività direzionali e gestionali verso Paesi in cui il costo del lavoro è nettamente inferiore”, sottolinea il sindacato lombardo.
Il disimpegno dall’Italia rientra in una strategia di riallocazione geografica delle funzioni aziendali che riguarda l’intera area europea, scrive la Stampa. Secondo fonti interne la multinazionale avrebbe già concentrato una parte rilevante dei servizi amministrativi e gestionali in un hub a Budapest e si sta affidando a partner e società terze per le attività non ancora trasferite in Paesi con un costo del lavoro inferiore. Anche dipendenti assunti nell’ultimo anno o ancora in periodo di prova sono stati coinvolti dalla procedura di licenziamento.
Il segretario generale Uila Lombardia Alberto Donferri afferma: “È inaccettabile che una multinazionale che continua a registrare importanti risultati economici nel nostro Paese consideri l’Italia solo come un bancomat da prosciugare e poi abbandonare. Oggi Diageo pretende di buttare sulla strada 96 famiglie su 127 a Milano per delocalizzare dove il lavoro costa meno“. “I tentativi aziendali di presentare ‘piani sociali’ di facciata – aggiunge – sono stati giudicati insufficienti e bocciati dalle assemblee dei lavoratori”.
Le proposte avanzate dall’azienda sono state respinte dalle assemblee dei dipendenti di venerdì 24 luglio. I lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione e dato mandato al sindacato per avviare immediate iniziative di mobilitazione. La ripresa della trattativa è stata fissata per il 29 luglio nella sede di Assolombarda.
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