Stellantis vende il car sharing: la piattaforma di mobilità Free2move passa alla società tedesca Mutares
Stellantis si libera del car sharing. Il gruppo torinese cede l’intera partecipazione azionaria in Free2move a Mutares, società di private equity tedesca. La conclusione della transazione è prevista entro la fine del 2026.
L’operazione rientra nel piano strategico di Stellantis che vuole concentrare risorse e investimenti esclusivamente sul settore automobilistico principale. Con il piano FaSTLAne 2030 infatti l’azienda ha deciso di indirizzare gli investimenti e le risorse verso i mercati, i marchi e le tecnologie in grado di generare i rendimenti più elevati. E tra questi il car sharing non è incluso. “Concentrando ulteriormente la nostra attenzione sulle attività puramente automotive, rafforziamo la nostra capacità di conseguire risultati sostenibili nel lungo periodo” ha dichiarato Virgilio Cerutti, Head of Business Development and Partnerships di Stellantis.
Attraverso la propria app mobile, Free2move offre servizi di mobilità a breve e lungo termine senza stazioni fisse e disponibili 24 ore su 24. Si tratta di una delle piattaforme di car sharing con la copertura geografica più diversificata, con flotte distribuite in 14 città tra Europa e Stati Uniti (in Italia è presente a Milano, Roma e Torino). L’acquisizione permette a Mutares di creare una nuova piattaforma indipendente nel settore della mobilità. I piani prevedono il rinnovo della gestione della flotta internazionale, l’avanzamento della transizione verso i veicoli elettrici e la focalizzazione sui servizi per la clientela e le amministrazioni locali. “Non vediamo l’ora di rafforzare il modello operativo di Free2move e di sviluppare ulteriormente l’azienda affinché diventi una piattaforma indipendente di riferimento nel settore della mobilità” ha commentato il ceo di Mutares Johannes Laumann.
Ma il mondo del car sharing non è più roseo da un po’. La gestione quotidiana delle flotte costa molto di più rispetto a quello che incassa. Le auto restano ferme per ore ogni giorno, ma bolli, premi assicurativi e leasing devono comunque essere pagati. E poi spostare i veicoli, pulirli e ricaricarli richiede una logistica complessa e onerosa. Per non parlare dei continui incidenti e dei tassi di vandalismo che prosciugano i ricavi. La diffusione dello smart working poi ha contribuito a ridurre il numero dei pendolari e i cittadini ormai preferiscono usare i monopattini a noleggio invece che le macchine nei tragetti brevi.
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