Massimo Cotto era un astigiano che aveva la passione per tutto ciò che era cultura

By Valentino Della Casa

Probabilmente chi legge, o non tutti almeno, ha in mente cosa voglia dire “piemontesità”. O “astigianità”. È quel modo garbato, quasi contadino, di portare avanti le cose. Ci si spacca la schiena di lavoro, a volte la fatica diventa davvero troppa da sostenere, ma se è una cosa che piace la si fa “perché è così che deve andare”. Massimo Cotto era questo: un astigiano che aveva la passione per tutto ciò che era cultura. La cultura che grondava da quel territorio così in antitesi tra alfieriana austerità e un’anima nazionalpopolare. Non a caso di Asti è stato anche segue…

Source: Il Fatto Quotidiano

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