Accordo in Ue sul 21esimo pacchetto di sanzioni alla Russia: “Il più ampio degli ultimi 4 anni”. Ecco cosa prevede

Lo stallo di un mese e mezzo si è sbloccato e i 27 Stati dell’Ue hanno trovato l’accordo sul 21esimo pacchetto di sanzioni alla Russia, un provvedimento considerato tra i più restrittivi nei confronti di Mosca tra quelli pensati fin dall’inizio del conflitto, come fanno sapere da Bruxelles. Decisiva l’intesa in sede di Coreper con la Grecia, quello che tra i sei Paesi inizialmente contrari aveva manifestato l’opposizione più ferma, soprattutto sul divieto di trasporto del gas russo.

Tra i punti al centro del provvedimento deciso dai capi della diplomazia dei Paesi membri, in attesa della firma sull’intesa da parte dei capi di Stato e di governo, c’è innanzitutto il price cap al petrolio russo che viene congelato per 12 mesi a 44,10 dollari al barile. Ma non solo: vi si ritrovano anche restrizioni estese e divieti di transazione rivolti al settore finanziario russo, nuove misure contro le criptovalute, ulteriori inserimenti nell’elenco delle navi della “flotta ombra” e dei soggetti che ne facilitano le attività. Tema caro all’Italia, che nei giorni scorsi era stato uno dei motivi di stop da parte di Roma e Parigi, il pacchetto prevede anche di “anticipare le misure necessarie per limitare (non a bloccare, ndr) i visti agli ex combattenti russi“. Presenti anche nuove restrizioni commerciali che limitano ulteriormente l’industria militare russa. Sparito dal documento, secondo indiscrezioni, un punto che aveva trovato l’opposizione di Portogallo e Germania e relativo al settore ittico: non emerge alcun bando all’importazione di pesce dalla Russia che aveva trovato l’opposizione di Lisbona, grande consumatore di baccalà, e di Berlino per l’importanza dell’industria della lavorazione dei bastoncini di pesce.

Ma, come detto, al centro della discussione c’era soprattutto il divieto di trasporto del Gnl russo che aveva provocato l’opposizione della Grecia, in difesa della propria azienda Dynagas. Il punto d’incontro è stato trovato su un divieto che, però, non scatti per i contratti stipulati prima del 24 febbraio 2022, ossia il giorno dell’invasione russa dell’Ucraina.

“Un altro passo decisivo per aumentare la pressione sulla Russia – ha commentato su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa – Il nostro 21esimo pacchetto di sanzioni prende di mira i settori con il maggiore impatto: energia, servizi finanziari, criptovalute e commercio. Il nostro sostegno all’Ucraina e a una pace giusta e sostenibile rimane incrollabile”. Anche Ursula von der Leyen esulta per l’intesa raggiunta in sede di Coreper: “Accolgo con favore l’accordo sul 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. In un momento in cui l’Ucraina ha acquisito slancio sul fronte militare, le nostre sanzioni continuano a indebolire le basi economiche dello sforzo bellico russo. Stiamo aggiungendo altre 32 banche russe al nostro elenco di soggetti a divieto di transazioni. Così come società operanti nel settore delle criptovalute e piattaforme di trading petrolifero. Congeliamo per un anno l’adeguamento del tetto massimo del prezzo del petrolio, affinché la macchina da guerra russa non tragga vantaggio dagli shock di mercato. Per la prima volta, prendiamo di mira le navi che assistono la flotta ombra russa”.

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