Acea, le accuse delle lavoratrici all’ad Palermo: “Vuole le mele sbucciate. Usa un campanello, noi come serve”. Pd: “Bisogna far chiarezza”

By F. Q.

“Pretende di essere servito e riverito dalla mattina alla sera con modalità di asservimento da terzo mondo riguardo il rispetto delle donne, le quali vengono sminuite a semplici serve”: è un estratto della lettera di denuncia anonima fatta recapitare il 4 gennaio sulla scrivania della presidente di Acea, Michaela Castelli, da una lavoratrice dell’azienda addetta all’accoglienza. Le pesanti accuse di misoginia che si leggono sul foglio dattiloscritto sono rivolte a Fabrizio Palermo, amministratore delegato dell’Azienda Comunale Energia e Ambiente. L’autrice non si firma. Scrive di aver “paura di vendette” che le farebbero sicuramente perdere il posto di lavoro. Da Acea segue…

Source: Il Fatto Quotidiano

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