Da Picasso a Modigliani seguendo lo sguardo di Roger Dutilleul, il mecenate che ascoltò le voci della modernità

By Serena Tacchini

Roger Dutilleul ci fa accomodare nel salotto di Rue de Monceau: in quel naufragio di tele e cornici, Picasso e Modigliani sono appesi l’uno accanto all’altro, gli acrobati di Léger oscillano nella sala da bagno; i frammenti esplosi del cubismo raccontano la nascita di un tempo nuovo. Dutilleul iniziò a collezionare a trent’anni e non lo fermò la morte nel 1956, perché continuò per lui il nipote Jean. Agli inizi della carriera non aveva le disponibilità per acquistare i postimpressionisti e l’amato Cézanne; ma intuì un sentore affine nell’avanguardia di due giovani sconosciuti, tali Braque e Picasso, di cui divenne segue…

Source: Il Fatto Quotidiano

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