Dalle primarie del Pd al Popolo della Famiglia e la carriera parallela da giocatore di poker: chi è Mario Adinolfi | il ritratto
Mario Adinolfi, 55 anni, romano, è ai domiciliari da questa mattina con l’accusa di truffa aggravata legata a un sistema di scommesse. Il politico e giornalista è un volto noto nel mondo del gioco d’azzardo: nel suo “Mario Adinolfi Italian blog” racconta il suo percorso di giocatore professionista di poker, diventando uno dei giocatori italiani più noti del circuito internazionale e dichiarando ingenti guadagni provenienti da questa attività nel corso degli anni. È stato il primo italiano a raggiungere un tavolo finale del World Poker Tour, conquistando risultati di rilievo tra il 2009 e il 2011. Ma il politico e giornalista è conosciuto soprattutto come volto di un cattolicesimo tradizionalista e agguerrito in difesa della famiglia tradizionale, sebbene, dopo un primo matrimonio da giovanissimo, abbia divorziato e si sia risposato a Las Vegas nel 2013.
Laureato in Lettere presso l’università La Sapienza di Roma, negli anni ha scritto per i quotidiani cattolici Avvenire, Europa, Il Popolo, La Discussione e Radio Vaticana, ha lavorato per il TG1 dal 1997 al 2001 ed è stato autore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi. La sua carriera politica, dopo gli esordi nella Democrazia Cristiana, si spostò dapprima verso l’ala centrista del centro-sinistra con la militanza nel Partito Popolare Italiano, di cui nel 1993 divenne il più giovane membro dell’Assemblea costituente e nel 1994 membro dell’esecutivo nazionale, in quanto presidente nazionale dei Giovani popolari. Nel 2001 fondò il movimento “Democrazia Diretta“, con cui si candidò a sindaco di Roma alle elezioni amministrative del 13 maggio 2001 ottenendo appena lo 0,1% dei consensi con 1.587 voti, appoggiando al secondo turno la candidatura di Walter Veltroni. Nel 2007 fondò l’associazione per il Partito Democratico “Generazione U“, animata da alcuni blogger under 40 di centrosinistra, con cui si candidò alle primarie raccogliendo solo 5.906 voti, ma entrando di diritto nell’assemblea costituente del partito, che lo elesse tra i cento componenti della commissione che ne scrisse lo statuto. Membro della direzione nazionale del PD e vicedirettore di RED TV, una sconfitta elettorale alle elezioni politiche del 2008 a cui si era candidato alla Camera con il PD nella circoscrizione Lazio 1, nel 2012 divenne deputato subentrando a Pietro Tidei, dimissionario in quanto eletto sindaco di Civitavecchia.
Dopo la rottura con il PD in dissenso con Bersani nel 2011, negli ultimi anni Adinolfi ha virato verso l’estrema destra: nel 2016 ha fondato il movimento “Il Popolo della Famiglia“, ispirato ai valori cristiani, che si propone di rappresentare politicamente il movimento dei Family Day, senza risultati elettorali di rilievo. Nel 2022 si è alleato con l’ex-vicepresidente del movimento di estrema destra CasaPound Simone Di Stefano per fondare la coalizione Alternativa per l’Italia, con un programma anti-atlantista e di opposizione alle politiche del Governo Draghi e al Certificato COVID digitale dell’UE, sempre con scarsi risultati nelle urne. La sua visibilità è soprattutto legata alla campagna in difesa di Israele, a un cattolicesimo militante e ai suoi giudizi omofobi. Recentemente è apparso in diverse piazze: all’ultimo pride di Roma, dove ha scatenato la reazione dei manifestanti, e a una manifestazione contro quella che è stata definita “invasione islamica”, durante la quale ha espresso una forte attenzione alle politiche del generale Roberto Vannacci.
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