Eredità di Peppino di Capri: storie di famiglia, champagne e mazzate. Già si parla del Museo della Dolce Vita a lui intitolato

Peppino ha guadagnato molto, moltissimo, ma non si è mai montato la testa, é rimasto un uomo semplice, un puro, era uno che incontravi al bar in piazzetta e ci facevi quattro chiacchiere. Ha lasciato in eredità capolavori assoluti, da Champagne a Un Amore e niente più, e un quasi incalcolabile patrimonio solo in diritti d’autore, i nipoti dei nipoti vivranno ancora per i prossimi 70 anni da piccoli nababbi. Dagli immobili all’etichetta discografica come sarà divisa il patrimonio a tanti zeri dell’artista? Non ci interessa, c’è solo voglia di gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Il sindaco Paolo Falco che della famiglia Faiella è grande amico pensa già al museo Peppino di Capri, che percorre la vita di una Capri umile, che usciva dalla guerra, Peppino che già a 4 anni, aveva un orecchio finissimo, fuori dal comune, se ne accorge la sua maestra di piano che incomincia a dargli lezioni di piano a sei anni. E cantava per le truppe americana alleate sbarcate sull’isola. Peppino é stato un innovatore, per primo ha unito la canzone napoletana, il twist e il rock, rendendola ballabile.

Adesso questa note cercano una casa, la casa della Musica Leggera. Con Guido Lembo sono nati a 5 metri di distanza l’uno dall’altra, una vicinanza da predestinati. Guido, una voce calda, verace e mediterranea, inventore della Taverna Anema ‘e Core dove tutti cantano, ballano e sono felici. Guido e Peppino hanno inaugurato la stagione della Dolce Vita, quando Capri sembrava la succursale di Hollywood sul Tevere. E c’era lui Andrea di Foto Flash, lo storico fotografo della vita notturna di Capri, li ha immortalati tutti, divi e divine di passaggio sull’isola. Anche Andrea non c’è più ma Imma, la sua dolce metà, ha un archivio di milioni di scatti spalmati in 60 anni di click, click quando le foto si facevano con la pellicola. Una materia prima preziosissima per il museo che si farà. Si cerca una location, si accettano proposte.

Era la Capri A.A. Ante Aponte, l’inventore di un altro sound, quello avido di soldi che finiscono nelle sue tasche. Ambassador del distruturismo, inventore del pacchetto tutto compreso, compreso il panino fatto a Napoli costa meno. Non porta all’isola nessuna ricchezza, ma solo caos, sudori e scompiglio. Peppino la difendeva la sua isola contro il turismo di massa, termine che oggi suona quasi per bene. E da questo momento ci sarà la Capri P.P. Post Peppino, simbolo e poesia di una Capri per bene, raffinata che pezzo dopo pezzo ci sta abbandonando. Nelle stesse ore dell’ultimo addio, in cui il cuore di Capri smetteva di battere la Certosa di Capri inaugurava la mostra di dipinti su vetro antico di squisita decorazione dell’artista di Roberto Di Alicudi, a cura di Elena Cera. Il titolo evocativo “Tu sei un’ isola”, sembra essere la continuazione di un fil rouge, di uno stato d’animo nostalgico collettivo.

Iniziativa che rientra nel bicentenario della scoperta della Grotta Azzurra. Santi e sirene, satiri e imperatori, figure storiche e presenze mitologiche: Fersen, Diefenbach, la marchesa Casati, Lenin convivono sulle lastre di vetro antico con creature ibride del Mediterraneo, in una sovrapposizione di epoche che restituisce uno degli aspetti più peculiari della storia dell’isola: la capacità di accogliere ciò che altrove appare inconciliabile. Edwin Cerio scrisse che «Capri è l’unica isola del mondo» — non in senso geografico, bensì spirituale. È questa la Capri di Roberto di Alicudi. E poi c’è lo street party di Carla Della Corte, sulle note della band folk “Bella Capri”, tammuriate, scietavaiasse e tamburelli, un esplosione di gioia per inaugurare il nuovo salotto caprese di gioie di “Ileana Della Corte e lanciare lo scenografico cavalluccio marino realizzato in bronzo placcato oro con inserti di turchese, nato dall’ispirazione dei mitologici mondi marini Tritoni.

Sembrava un summit tra i vertici della CE, senza Ursula, ma l’occasione era puro divertissement. Convocati dall’avvocatisimo del foro di Brussels Fabrizio Di Gianni per inaugurare il suo “Pertusiello “ e adesso vai a spiegare agli ospiti da ogni dove cosa significa, piccolo buco. Il pertusiello di fatto sono tre cubi di vetrate e design, in mezzo a un giardino di ulivi secolari, con il tramonto che si tuffa nel long drink. Annunciazione e speech: “Ho detto alla manovalanza che dovevano farmi vincere la scommessa con Salvini. Casa mia sarà finita prima del ponte sullo stretto di Messina. E così é stato”. In giardino servito fritto di paranza e gamberetti in nido di angeli, dal terrazzo proscenio ballerini performer e scatenamento a decibel.

E’ qui la festa? Al Capri Palace Jumeirah apre Nox e sarà il “fratellino” di Zuma, come spiega enigmatico Ermanno Zanini, il direttore generale: “Un luogo dove ogni serata é un invito a condividere musica, conversazioni, idee e emozioni.” Poi le stelle faranno il resto.
P.S. Nella foto il sindaco di Capri con la mitica Roberta, la prima moglie di Peppino. A lei dedicò tra le più belle canzoni d’amore. E ancora si sogna di essere Roberta.

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