I video da “slopaganda” di Vannacci contro le piazze novecentesche della sinistra: tre possibili opzioni per uscire dalla trappola

Negli ultimi giorni, sui canali social di Roberto Vannacci e del suo partito sono apparsi diversi contenuti sintetici realizzati con Grok AI, l’intelligenza artificiale di xAI integrata su X. È un fenomeno che, negli studi sui media, è noto come “slopaganda”, una parola che combina “AI slop” (“sbobba” digitale prodotta dalle IA generative) e “propaganda”, e indica la produzione seriale di contenuti grotteschi e iper-reali. Il video che ha incendiato le polemiche è quello uscito il 20 luglio, in cui un Vannacci artificiale, nelle vesti sia di imperatore che di gladiatore romano, decreta col pollice verso, dall’alto del palco, l’esecuzione di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Romano Prodi e Laura Boldrini. Nei giorni precedenti, altri reel sintetici avevano proposto caricature in veste storica o militare, in cui, da un lato, ambientazioni dell’antica Roma erano state sovrapposte a slogan sulla sicurezza e sulla “difesa dei confini”, dall’altro, folle ordinate e patriottiche erano contrapposte a rappresentazioni caricaturali di manifestazioni progressiste.

L’uso di questi strumenti risponde a una tattica spesso usata dalla destra italiana e internazionale: normalizzare la violenza simbolica riducendola a scherzo, battuta, goliardia digitale. Se l’opposizione insorge, Vannacci può liquidare le accuse parlando di “satira” o “gioco algoritmico”, ottenendo il doppio risultato di polarizzare i propri sostenitori e far salire l’indignazione dei propri avversari.

Da parte sua, il centrosinistra continua a prediligere una grammatica comunicativa e organizzativa ancorata ai modelli del secolo scorso. Lo abbiamo visto con la piazza del Campo Largo organizzata a Napoli, l’8 luglio scorso, quando Schlein e Conte si sono riuniti su un palco tradizionale per lanciare la “corsa alle politiche” e difendere la Costituzione. Lo vediamo e lo rivedremo con la programmazione estiva delle Feste dell’Unità. Basta infine osservare come la reazione della sinistra alle iniziative del governo continui a passare per appelli al rispetto delle regole democratiche, mozioni parlamentari e raccolte di firme cartacee o digitali basate sul principio della denuncia morale.

Il problema non sta nel fatto che la sinistra frequenti le piazze reali o difenda la Costituzione, ma nella sua incapacità di tradurre quella presenza nei linguaggi contemporanei. Mentre Vannacci e la destra radicale usano l’IA per costruire mitologie virali, il centrosinistra rischia di apparire come il custode di una forma-partito burocratica e difensiva.

Per uscire da questa trappola, la sinistra potrebbe:

  1. Evitare la condanna moralistica: indignarsi per il video dell’imperatore fa solo il gioco di Vannacci.

  2. Usare l’IA per produrre e mettere in circolazione contenuti che smascherino la realtà: usare gli stessi strumenti per mostrare in modo ironico e visivamente efficace la distanza tra le fantasie romane di Vannacci e i problemi materiali dei cittadini (sanità, salari, lavoro).

  3. Virtualizzare e viralizzare le piazze reali: trasformare i comizi fisici (come quello di Napoli) in contenuti digitali ad alto impatto emozionale, superando il format dei lunghi discorsi sul palco per parlare (anche) i linguaggi immediati della rete.

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