Il Papa soffre, si addolora, invita, esorta ma non si pronuncia sul genocidio
Come lo stesso card. Robert Prevost ha voluto sottolineare pomposamente apparendo al balcone con la mozzetta rossa, residuato storico della clamide imperiale, simbolo della dignità dell’imperatore d’Occidente e di Oriente (Roma e Bisanzio/Costantinopoli), il papa neoeletto volle che lo chiamassimo «Leone», nell’ordine il quattordicesimo. Il riferimento compiaciuto era per il suo predecessore Leone XIII, che, per la vulgata abborracciata, fu il papa della modernità con l’enciclica Rerum Novarum del 1891, con cui, a malincuore, il papa prendeva atto che il mondo gli era scappato di mano e bisognava prendere per le corna la «questione operaia», altrimenti altri se ne sarebbero segue…
Source: Il Fatto Quotidiano
