“Ecco perché la Costituzione è antifascista per natura”: Luca Sommi presenta lo smart book “Una bella rivoluzione. 2 giugno 1946”

“Ai sudditi i diritti erano concessi se lo voleva un sovrano. Dal primo gennaio 1948 siamo diventati tutti cittadini”. Dal palco di Paper Fest, a Carrara, Luca Sommi presenta “Una bella rivoluzione. 2 giugno 1946”, lo smart book di Paper First dedicato al primo voto a suffragio universale, alla vittoria della Repubblica e all’elezione dell’Assemblea costituente.

Sommi ripercorre il passaggio dai diritti “concessi dall’alto” a diritti “riconosciuti e tutelati” dalla Costituzione. A partire dall’articolo 3, che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali: “La Costituzione prevede un atteggiamento diseguale per garantire l’uguaglianza”. Sommi cita Gustavo Zagrebelsky nel definire la Costituzione come perimetro del vivere sociale etico: “Dentro ci sono dignità, uguaglianza, libertà di parola. Tutto ciò che il fascismo aveva cancellato”. Per questo, spiega, la Costituzione è antifascista non solo perché vieta la ricostituzione dell’omonimo partito, ma perché è “progressiva”: attuare i suoi principi significa realizzare il contrario del fascismo storico come dei suoi tentativi di imitazione contemporanea. Il passaggio dalla dittatura alla democrazia comporta che il potere del popolo sia delegato al parlamento: “Per sorvegliare il rispetto dei valori della Costituzione dei governi a cui si delega la rappresentanza non bastano le norme: servono giornalismo libero e cittadini attivi”.

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