La Roma non rinnova il contratto di Mattia Almaviva: era il bambino che fu scelto da Totti come suo erede
Quel gesto se lo ricordano tutti. Stadio Olimpico strapieno, migliaia di tifosi giallorossi in lacrime per l’addio alla Roma e al calcio di Francesco Totti. Tra i vari rituali, l’eterno capitano e numero 10 sceglie di consegnare la sua fascia a un giovane bambino. È un gesto simbolico, una speranza verso il futuro. Quel bambino si chiamava Mattia Almaviva, oggi è un 20enne cresciuto sempre a Trigoria, fino a diventare capitano della Primavera. Oggi però il sogno di ripercorrere le orme di Totti si spezza definitivamente: la Roma ha scelto di non rinnovare il suo contratto. Dovrà trovarsi una nuova squadra.
L’annuncio è arrivato direttamente da un post pubblicato sui social dallo stesso Almaviva: “È difficile trovare le parole giuste per descrivere cosa significhi per me lasciare questa maglia”. Una maglia che rappresenta la squadra della sua città, quella che ha sempre tifato, proprio come Totti. Almaviva è entrato a Trigoria “da bambino, con un pallone tra i piedi e gli occhi pieni di sogni”. Su di lui c’erano tante aspettative, esplose dopo quel passaggio di consegne con Totti il 28 maggio 2017: “Vorrei fare come te, restare tutta la vita alla Roma”, disse quel bambino con la maglia giallorossa.
Nove anni dopo Almaviva sa che non sarà così. Ma non serba rancore: “Oggi esco con qualcosa in più. Sono cresciuto, non solo come calciatore, ma soprattutto come persona”. E ancora: “Questa società mi ha visto sbagliare e cadere”. Fino alla conclusione: “Grazie Roma”. Nel frattempo negli anni si era interrotto anche il rapporto professionale con Totti, che inizialmente lo aveva inserito nella sua agenzia di scouting, la CT10 Management. Il legame però è rimasto, così come l’affetto per i colori giallorossi. Ora per Almaviva comincia una nuova carriera.
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