L’Ue: “Iran minaccia globale, esplorare percorsi diplomatici”. Medvedev attacca Trump: “Il pacifista ha mostrato il suo vero volto”

L’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran si carica di nuove tensioni diplomatiche. Mosca attacca Trump, l’Ue punta il dito contro l’Iran “minaccia globale”, ma inviata alla diplomazia. A intervenire con parole durissime è stato Dmitry Medvedev, che su Telegram ha attaccato frontalmente Donald Trump, accusandolo di aver tradito la retorica pacifista con cui aveva accompagnato i contatti con Teheran. “Il pacifista ha mostrato ancora una volta il suo vero volto”, ha scritto l’ex presidente russo, oggi vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale. Ma proprio venerdì l’inquilino della Casa Bianca però era stato piuttosto chiaro sull’insoddisfazione per i negoziati e aveva dichiarato: “Non vorrei attaccare, ma qualche volta va fatto”.

Secondo Medvedev, “tutti i negoziati con l’Iran sono un’operazione di copertura, nessuno voleva davvero negoziare qualcosa di specifico”. Un’accusa che punta a delegittimare l’intera strategia diplomatica americana e a presentare l’attacco come un esito già scritto. Il politico russo, ombra del presidente Vladimir Putin, ha poi evocato la profondità storica dello Stato iraniano contrapponendola alla giovane età degli Stati Uniti: “Gli Stati Uniti hanno solo 249 anni. L’impero persiano è stato fondato più di 2500 anni fa. Vedremo tra 100 anni…”.

Sul fronte europeo, la linea è diversa nei toni ma altrettanto netta nella preoccupazione. L’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha parlato su X di sviluppi “pericolosi” in Medio Oriente. “Il regime iraniano ha ucciso migliaia di persone. I suoi programmi missilistici balistici e nucleari, insieme al sostegno ai gruppi terroristici, rappresentano una seria minaccia per la sicurezza globale”, ha scritto.

Kallas ha riferito di aver parlato con il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar e con altri responsabili della regione, sottolineando che l’Unione europea sta collaborando strettamente con i partner arabi per esplorare percorsi diplomatici. “La protezione dei civili e il diritto internazionale umanitario sono una priorità”, ha aggiunto, rimarcando la necessità di contenere l’escalation.

L’Alta rappresentante ha inoltre precisato che la missione navale europea Operazione Aspides resta in stato di massima allerta nel Mar Rosso ed è pronta a contribuire al mantenimento del corridoio marittimo aperto, in un’area già destabilizzata dagli attacchi alle rotte commerciali.

Il quadro che emerge è quello di una crisi multilivello: da un lato la contrapposizione strategica tra Washington e Mosca, con la Russia che si accredita come sponda politica di Teheran; dall’altro l’Unione europea che, pur denunciando le responsabilità e le minacce legate al regime iraniano, tenta di mantenere uno spazio diplomatico e di proteggere gli interessi civili e commerciali. Mentre sul terreno si moltiplicano i rischi di allargamento del conflitto, la partita si gioca anche sul piano della narrativa: tra accuse di negoziati “di copertura”, richiami alla sicurezza globale e appelli al diritto internazionale, la crisi mediorientale assume sempre più i contorni di uno scontro sistemico destinato a pesare sugli equilibri globali.

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