Napoli, il patto di sangue tra affiliati del clan: “Se mi pento uccidi mia sorella”

By F. Q.

Un patto di sangue tra affiliati quello che emerge nell’ordinanza di custodia cautelare del gip di Napoli Linda Comella contro del clan napoletano composto dalle famiglie De Luca Bossa, Casella, Minichini, Rinaldi e Reale che ha portato alla notifica di 63 provvedimenti da parte di polizia e carabinieri nell’ambito di un’inchiesta sul racket delle case popolari. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione di tipo mafioso, estorsione e detenzione di armi. Nelle carte dell’inchiesta emerge un racconto inquietante di un collaboratore. Tommaso Schisa, collaboratore di giustizia finito nel mirino del suo clan per essersi pentito nel 2015 aveva stipulato segue…

Source: Il Fatto Quotidiano

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