Pirelli Cyber Tyre, così il pneumatico intelligente cambia la sicurezza stradale
Il rombo della Utopia Roadster rompe il silenzio del mattino mentre il sole illumina una pista che sembra appena uscita da un violento temporale. È uno strano contrasto quello che accoglie al centro sperimentale Pirelli di Vizzola Ticino: fuori il caldo di una giornata estiva, sotto le ruote un velo d’acqua costante che trasforma l’asfalto in una delle situazioni più difficili che un automobilista possa incontrare.
Non è un effetto scenico. A Vizzola la pioggia si costruisce artificialmente. Gli irrigatori lavorano senza sosta per mantenere uniforme la quantità d’acqua lungo il tracciato, simulando le condizioni invernali più impegnative ma, soprattutto, impedendo che il continuo passaggio delle vetture depositi gomma sull’asfalto modificandone progressivamente il livello di aderenza. Ogni prova deve svolgersi nelle stesse identiche condizioni della precedente. È questo il principio sul quale si basa lo sviluppo di un pneumatico moderno: eliminare ogni variabile che possa alterare il risultato.
Per la prima volta Pirelli apre verso l’esterno un programma di prove dedicato al Cyber Tyre, la gomma “intelligente” che invia dati preziosi alla centralina di bordo, offrendo la possibilità di confrontare direttamente il comportamento della stessa vettura con il sistema prima attivo e poi disattivato. Un test, insomma, costruito secondo gli stessi criteri utilizzati nello sviluppo del prodotto.
Accanto a noi non c’è un pilota qualsiasi, ma uno dei collaudatori impegnati nello sviluppo delle Utopia. Guardando gli enormi pneumatici posteriori viene spontaneo pensare che l’aquaplaning possa comparire da un momento all’altro. Invece accade l’opposto. Curva dopo curva la Roadster rimane composta, precisa e incredibilmente sincera nelle reazioni. La sensazione è quella di un pneumatico sempre incollato all’asfalto, capace di trasmettere sicurezza anche quando sotto le ruote sembra esserci soltanto acqua.
Per i test dinamici, ovvero la parte più interessante, ci sono a disposizione due Mercedes-AMG e un’Alfa Romeo Quadrifoglio. Il protocollo è tanto semplice quanto rigoroso. Le vetture sono sempre le stesse. Gli pneumatici sono sempre gli stessi. Il percorso non cambia. Si parte con il Cyber Tyre attivo e, una volta completati gli esercizi, il sistema viene disattivato ripetendo esattamente le stesse prove. Nessuna modifica all’assetto, nessuna variazione di velocità, nessun artificio. L’unica differenza è rappresentata dalle informazioni che il pneumatico invia, o non invia più, alla vettura.
Tra le prove più spettacolari c’è quella dedicata all’aquaplaning. Attraversando una profonda lama d’acqua la vettura mantiene una compostezza sorprendente. Ripetendo lo stesso esercizio con il Cyber Tyre disattivato, il comportamento resta sicuro, ma cambia la rapidità con cui l’elettronica interpreta ciò che sta accadendo sotto le ruote. Il pneumatico è identico, ma l’automobile ha perso una parte delle informazioni che fino a pochi istanti prima riceveva direttamente dal suo unico punto di contatto con l’asfalto.
L’esercizio conclusivo è anche il più significativo. Tocca a noi prendere posto al volante. Sul rettilineo completamente allagato si accelera fino a circa 110 chilometri orari e, nel punto stabilito, si frena con tutta la forza disponibile. Anche qui nulla cambia: stessa auto, stessi pneumatici, stessa velocità. A cambiare è soltanto il sensore acceso/spento. Il risultato è affidato alla strumentazione GPS installata a bordo. Con il sistema attivo la distanza necessaria per arrestare la vettura si riduce di oltre sei metri rispetto alla prova effettuata con il Cyber Tyre disattivato. Sei metri reali, misurati. Una distanza che nella guida di tutti i giorni può significare evitare un tamponamento, fermarsi prima di un attraversamento pedonale o avere il tempo necessario per evitare un ostacolo improvviso.
È proprio qui che si comprende il significato del Cyber Tyre. Non è un pneumatico che offre più aderenza rispetto a uno tradizionale, la gomma è esattamente la stessa. Cambia la quantità e la qualità delle informazioni che arrivano all’automobile. Il sensore integrato nel pneumatico rileva in tempo reale pressione, temperatura e altri parametri fondamentali, comunicandoli ai sistemi elettronici della vettura. In questo modo ABS, controllo della stabilità e sistemi di assistenza alla guida non lavorano più soltanto sulla base di modelli matematici, ma possono reagire utilizzando dati raccolti proprio nel punto in cui tutto accade.
A Vizzola Ticino Pirelli sviluppa e valida pneumatici destinati alle vetture di tutti i giorni come alle hypercar più esclusive, collaborando direttamente con i costruttori fin dalle prime fasi del progetto. Ogni parametro viene controllato: profondità dell’acqua, temperatura dell’asfalto, velocità di percorrenza, usura del pneumatico, ripetibilità delle prove. È un lavoro silenzioso, lontano dai riflettori, ma fondamentale perché una tecnologia possa arrivare sulla strada con l’affidabilità richiesta da milioni di automobilisti.
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