Se il potere è squilibrato, il consenso può essere una maschera. È così nei luoghi di lavoro
di Domenico Tambasco
Nel dibattito pubblico sulle molestie di genere e sessuali nei luoghi di lavoro, una parola resta ancora ai margini, nonostante la sua forza dirompente: sottomissione. È una parola scomoda, perché incrina una delle certezze più rassicuranti del diritto tradizionale: l’idea che il consenso, quando formalmente espresso, basti a legittimare una relazione, un atto, una scelta.
Eppure, proprio qui si annida il cuore del problema.
Il diritto antidiscriminatorio italiano lo ha espresso da tempo. Il Codice delle pari opportunità (d.lgs. 198/2006), infatti, afferma un principio chiaro: gli atti, i patti e i provvedimenti che incidono sul rapporto di lavoro e che segue…
Source: Il Fatto Quotidiano
