Secondo blackout totale a Cuba in pochi giorni, proteste all’Avana: è il quarto episodio dall’inizio dell’anno

Nuovo blackout a Cuba. Il paese caraibico ha registrato una nuova interruzione generale dell’elettricità, la seconda in cinque giorni, come annunciato dalla compagnia elettrica nazionale dell’isola, che si trova nel pieno di una crisi energetica aggravata dal blocco petrolifero imposto da Washington. Una “disconnessione totale della rete elettrica nazionale” si è verificata alle 16.30 ora locale (20.30 Gmt) di ieri. Questa mattina le autorità di Cuba hanno fatto sapere che è iniziato il ripristino dell’energia elettrica in alcune zone. La rete elettrica cubana è particolarmente fragile, sia a causa della mancanza di manutenzione delle infrastrutture (alcune centrali elettriche hanno più di 30 anni), sia per la carenza dei combustibili da cui dipende. “È stata un’altra settimana molto difficile sotto l’impatto del blocco energetico: due interruzioni del Sistema Elettrico Nazionale (Sen), quasi nessun combustibile per alimentare le centrali e diverse unità fuori servizio”, ha dichiarato il primo ministro cubano, Manuel Marrero. Le autorità cubane hanno affermato che la causa del blackout è stata una “fluttuazione dei parametri” a seguito di un guasto in una linea che collega le province di Santa Clara e Sancti Spíritus.

Tre giorni fa si sono verificate proteste sparse, all’Avana, dopo il terzo blackout negli ultimi sei mesi: in vari quartieri della capitale si sono visti residenti che battevano pentole, suonavano i clacson e gridavano “accendete le luci”. L’organizzazione Cubalex ha documentato 109 manifestazioni il mese scorso, con almeno 38 arresti collegati ai ‘cacerolazos’, proteste popolari che consistono nel percuotere ritmicamente pentole, padelle e coperchi.

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