Spagna-Argentina, è il giorno della finale: perché il dominio del gioco chiesto da De La Fuente può mettere in difficoltà Scaloni

La sviolinata di Infantino a Trump, il tycoon intenditore di calcio, la conferenza stampaevento che ha causato non poche polemiche per i fischi a Luis De la Fuente, l’allarme clima con la persistente nube di fumo portata a New York dal vento e causata dai vasti incendi in Canada, gli aeroporti pieni per i tanti aerei privati previsti. La vigilia della finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina è stata caratterizzata – come spesso in realtà è capitato in questi Mondialida diversi eventi extra campo che hanno fatto discutere e non poco. Oggi però è il momento del calcio vero, quello che si gioca in campo e che vede protagonisti i migliori giocatori del mondo.

Si sfidano le prime due del ranking: da una parte c’è la personalità, il cuore, la capacità di non mollare mai e l’esperienza dell’Argentina di Messi e Scaloni; dall’altra lo sviluppo del gioco in ampiezza, la pazienza, la tecnica, la freschezza, il dominio del gioco, il talento della Spagna di De la Fuente, maestro della tattica che ha già ingabbiato i fantastici 4 della Francia in semifinale, non permettendogli praticamente mai di calciare in porta fino al minuto 81.

E ancora: da una parte c’è un’Argentina desiderosa di cucirsi la quarta stella sul petto (raggiungerebbe l’Italia), di vincere il Mondiale per due edizioni consecutive (è successo solo all’Italia nel ’34 e nel ’38 e al Brasile nel ’58 e nel ’62), ma soprattutto c’è la volontà di permettere a Leo Messi di lasciare la Seleccion da leggenda. Dall’altra c’è la Spagna di Lamine Yamal, non al top fisicamente (ma ci sarà), che vuole vincere il primo Mondiale all’esordio assoluto nella competizione, a soli 19 anni, e che dopo l’Europeo del 2024 cerca il double.

La ricerca del dominio della Spagna e il baricentro alto voluto dal suo commissario tecnico sono un’arma che può fare la differenza: l’Argentina non ama “essere soffocata” dagli avversari e va in difficoltà quando si alza il ritmo. Per questo la squadra di Scaloni tende a “sporcare” le partite: alterna momenti di pressione a una gestione più spezzettata del gioco, ricorrendo anche ai falli tattici quando necessario per evitare che gli avversari trovino continuità nel possesso e nelle combinazioni.ù

La velocità e la qualità della Spagna, la bravura negli scambi nello stretto e le improvvise accelerazioni possono mettere seriamente in difficoltà la Seleccion, soprattutto se la Roja riuscirà a mantenere alto il ritmo della partita. Allo stesso tempo, però, l’Argentina resta una squadra estremamente pericolosa quando recupera palla: se riesce a eludere il primo pressing spagnolo, ha la qualità per ribaltare rapidamente l’azione e colpire in transizione con Messi, Julian Alvarez e gli inserimenti dei centrocampisti. E occhio ai calci piazzati, dove l’Argentina è sempre pericolosissima.

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